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Vita e Macchine di BartolommeoPermeino, stampalo in Venezia nel1754. II Ponte fu distrutto fatalmentenel 1813 e l’illustre meccanico eramancato alla gloria della sua pa-tria l’anno 1777. La città di Bas-sano eresse alla sua memoria unmonumento, e 1' abate Verci pub-blicò net 1777 , il suo elogio storico.
FINELLI ( Giuliano ) nato a Car-rara uel 1602, fu in età fanciulle-sca condotto a Napoli da un suozio, che gl’ insegnò i principi del-l’architettura. Recavasi poi a Romadove si applicò alla scultura sottola direzione di Lorenzo Bernini, Di-sgustatosi del maestro tornò a Na-poli , colà si stabilì. Colà trovan-dosi in occasione della rivoluzionedi Mazagnello, corse pericolo di es-sere vittima del furor popolare, sic-come sospetto di essere affezionatoalla corte di Spagna. Arrestato econdannato a morte, andò debitoredella sua salvezza ai proprj talentiche gli avevano procurata la pro-tezione del duca di Guise e di al-cuni capi dell'insurrezione. Avantital’epoca ( 1647 ) aveva di già con-dotte molte opere, tra le quali ledue statue de’Santi Pietro e Paoloche ornano la cappella del Tesororeale di Napoli; i busti iu marmodel vice re e della vice regina, chegli procacciarono onorificenze e lar-ghi premj dal governo. Sopravvissea quest’ epoca altri dieci anni, ne’quali fece i modelli di dodici boniin bronzo dorato per il re di Spa-gna. Era nel 1657 tornato a Roma,dove fu sorpreso da mortale malat-tia che in pochi giorni lo trassenel sepolcro.
FONTANA ( Annibale ) valentescultore in marmo, fonditore, co-niatore di medaglie, intagliatore inmetallo ed in gemme fioriva in Mi-lano in sul declinare del sedicesimosecolo. Pregevolissime opere di cosìinsigne artista conservansi in que-sta città nella cattedrale le quattrogigantesche orme, o cariatidi, che
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si vogliano impropriamente chia-mare, che sostengono uno de’pul-piti in bronzo , rappresentanti iquattro Simboli degli Evangelistia S. Celso la bella statua deila Ver-gine in marmo di Carrara, che sivenera entro al ricchissimo altareerettole in vicinanza del coro , edalcuni bassi rilievi, bastano a dareuna vantaggiosa testimonianza dellasua virtù. E cosa notabile, cheoperando quando le belle comin-ciavano a piegare al manierismo ,non si ravvisi nelle opere del no-stro artista verun indizio di decadi-mento. 11 suo panneggiare, è gran-dioso e senza tritume, le teste pienedi vita e di verità. Peccato chenon si possano con sicurezza addi-tare le sue opere di cesello e d’in-taglio! Molti ed illustri furono iconternporranei di Annibaie, checesellarono e scolpirono in Milano.
FOX ( Carlo ) naeqne a Fai-mouth nel 1749, attese da primaalle lettere ed aprì traffico di libriin Falinouth. Un incendio consumòquanto possedera, onde fu costrettoa procacciarsi col suo ingegno onestosostentamento. Diedesi quiudi allapittura , di cui ne aveva in frescagioventù appresi i primi rudimenti.Imbarcatosi con un suo fratello, per-corse tutto il mar Baltico ; indi at-traversò a piedi la Svezia , la Nor-vegia e parte della Russia, dise-gnando le più interessanti vedutepittoresche. Tornato in patria esposemolti quadri di paesaggi, e si ap-plicò in appresso al più lucrosoesercizio del ritrattista. Fu àncoraletterato e conoscitore delle lingueorientali, dalle quali tradusse alcunilibri. Ma non è del presente mioistituto il parlare delle cose lette-rarie. Tornando alle sue opere dipaesaggio, non debbo omettere diosservare che sebbene abbiano ilpregio di offrire punti di vista nuo-vi, i suoi quadri sono freddi come iclimi che rappresentano , 1’ aria ètriste, la vegetazione nou risveglia.