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4 . ° Vita ed opera de’ più cembripittori pub. nel 1803, con i ritratti,e le opere tutte di Michelangelo,Raffaello, Domenichino e Poussin.Oltre le più scelte cose dell’Albano,di Daniele da Volterra e di BaccioBandinelli ; 20 voi. in 4.° oltre ilprimo volume contenente pittureantiche.
5. ° Descrizione di Parigi e de’suoiedifici , 2 voi. in 8.° 1806 al 1809.
6. ° Galleria storica degli uominipiù celebri di tutti i secoli e di tuttele nazioni, 1805 al 1809.
7. ® Scelta biografia antica e mo-derna 2 voi. con 144 ritratti.
8. “ Le antichità di Atene, daStuart e Revet, 3 voi. in fogl.
9. ° Descrizione di Londra e de’suoi edificj in 8. Q 42 stampe.
10. ° Gli Amori di Psiche e Cu-pido, in fui. con 32 stampe, daRaffaello.
11. ® 11 Santo Vangelo in 4.® con51 stampe tratte da Raffaello, Do-menicbino, Poussin ed Albauo.
12. ® Collezione di opere di pit-tura e scultura presentate ne’ con-corsi decennali in 8.® cou 45 stampe.
13. ® Atlante del Museo, ossia Ca-talogo fig. delle sue statue e qua-dri. Cominciò nel 1814; ed il primoquaderno contiene 6 stampe.
Quest’uomo instancabile protrassela sua vita fin presso agli ottan-t’anni e lasciò morendo un figliovalente architetto, pensionarlo del1’ accademia di Francia in Roma.
MARCHESE (Luigi Gagnola).Era già stampata 1’ appendice finoalla lettera D quando morì questoegregio architetto. Nacque egli inMilano 1’ anno 1762 da gentileantica famiglia. Per volere del pa-dre recossi in età di 14 anni nelcollegio Clemeutino di Roma, oveStudiò belle lettere. Mentre però at-tendeva colà agli studi rettorici,Spinto quasi dal suo stesso genio ,tutto nelle ore di ozio rivolgevasi alloStudio dell’ architettura sotto la di-rezione del professore Tarquini.
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Nelle ore del passeggio staccavasidai suoi condiscepoli , e solitariovisitava gli avanzi de’ vetusti edi-fizj dell’ antica capitale del mon-do , attentamente esaminandoli, etalvolta misurandone le parti. Al-lorché terminati gli studi letterarjdisponevasi a lasciar Roma, il pro-fessore Tarquini, che scorgeva inlui le più favorevoli disposizioni ariuscire valente architetto : ella sa-rà , gli disse , tra pochi giorni inMilano , ove non dubito che vorràproseguire gli studi architettonicicosì bene incominciati. Qualora nontrovi un architetto il di cui gustosi accosti a quello degli antichi mo-numenti da lei disegnati, altri nonprenda a suoi maestri che Vitruvioe Palladio. Così fece il valente gio-vine in una città, in cui signoreg-giava tuttavia il gusto borrominesco,contro al quale a stento lottavanoPiermarini, Giudici e poc’altri ar-tisti.
Recatosi nel 1781 a Pavia per glistudj legali, mal sapeva accomo-darsi alla gravità di quella scienza,• gran tempo accordava al disegnoed all’architettura. Di ritorno a Mi-lano, fu ammesso tra gli alunni delgoverno ; se non che l’infermità delpadre ed il disordine dell’ ammini-strazione familiare lo costrìnsero adoccuparsi seriamente delle faccendedomestiche.
Non appena ebbe provveduto albuon andamento della famiglia, fueletto edile della città sotto il nomedi proboviro : ma ne’ due anni ,eh’ egli sostenne tal carica , nonlasciò passar giorno senza accordaralcune ore al disegno ed allo stu-dio de’classici architetti, senza pren-dersi cura del gusto de’ tempi, pagodi trovare le sue inveuzioui e dise-gni conformi all’ antico.
In tal epoca veniva commessa al-l’architetto Piermarini la nuovafabbrica del dazio di Porta Orien-tale; onde per suo intrattenimentoe studio , fecesi il Cagnola a for»