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delle case Aresi e Saporiti, della fac-ciata della chiesa di Ro, del Pan-teon ec.
Nel 1814 fece per ordine di S. M,Francesco I Imperatore « Re, i di-segni per la facciata dell'imperialepalazzo di Vienna, e per una portadella stessa città; come pure il di-segno per una cappella sepolcraledi commissione del principe di Met-termeli, che riuscì di suo interoaggradimento. Ma troppo ancora mirimarrebbe, se tutte volessi ricor-dare le. opere disegnate soltanto oeseguite dal nostro egregio archi-tetto, ed a due sole mi restringerò;alla torre o campanile d’ Urgnanoa cinque ordini d’ architettura e co-ronato da cariatidi, del quale benha potuto trovarne il pensiero nel-l’architettura di Leon Balista Al-berti , ma a lui tutta è dovuta l’e-secuzione ed il miglioramento deldisegno ; ed in secondo luogo altempio di Ghisalba, ossia Rotondacon magnifico atrio, l’uno e l’al-tra nella provincia di Bergamo.
Non delibo per altro omettere cheal marchese Cagnola deve la Lom-bardia diversi illustri architetti uscitidal suo studio, che ora esercitanol’arte con somma lode e con quellapurità di gusto di cui Milano fumancante dai tempi di Martino Bassifino a quelli del marchese Cagnola.
Fu egli aggregato alle più rino-mate accademie. Fu geloso dellapropria fama, e molto amava le sueopere, delle quali udiva con pia-cere che altri ne parlassero. Adogni modo non isdegnava di darretta alle altrui censure e di farvique’cangiamenti ragionevoli che glivenivano suggeriti.
Colpito da apoplessia il 14 agostodel presente anno mentre tornavada Como alla diletta sua villa d’Iu-verigo , che farà lungamente te-stimonianza della virtù , e dellamagnificenza sua, morì colla rasse-gnazione conveniente a cristiano filo-sofo.
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MORETTO ossia Alessandro Bon-vicino. All’articolo del Dizionariodi quest’insigne pittore manca ladescrizione dì uno de’suoi capi d’o-pera. E questo un quadro d’altarein tela ottimamente conservato, altomilanesi braccia cinque, largo quat-tro e mezzo ed è posseduto dal Si-gnor (Giovanni) Domenicini.
Rappresenta solfo elegante atriod’ordine corintio, Maria Vergine di-gnitosamente seduta sopra elevatoseggio in atto di sorreggere il divinfiglio. Le si accosta a destra, cur-vandosi alquanto sopra la sua crozza,S. Antonio abate , e nell’ oppostolato vedesi S. Sebastiano di giàtrafitto dalle freccie. Richiama poi
10 sguardo dello spettatore vezzosofanciullo, che seduto a piè del tronodella Vergine suona con bella gra-zia il liuto. Tale è la semplice com-posizione di questo maraviglioso qua-dro, nella quale il pittore non miròa sorprendere colla confusa molti-plicità delle figure, con violentimosse, con arditi scorti, con ga-gliardi contrapposti di ombre e dìlumi; ma destinò ad alimentare lapietà coll’armonia di tutte le parti,formanti un tutto semplice, digni-toso, perfetto. Al volto della Ver-gine a modestia composto diede ilconsiderato artista tutta quella bel-lezza e quella grazia che vaglioooa risvegliare nel cuor nostro rive-renza ed innocenti affetti, non già afomentare disordinate passioni. Levesti largamente panneggiate lascianonon pertanto scorgere l’andamentodella persona, ed i colori di tem-perato lume sono quali si con-vengono alla santità del soggetto.
11 seggio della Vergine è copertoda verde tappeto che scende linoal suolo, c maravigliosamente servea far trionfare le delicate membradel leggiadro fanciullo, che sedutosull’ estremità del medesimo sta contanto amore suonando il liuto, chelo spettatore non sa levargli gli oc-chi di dosso. Ebbero a dire 1’ Al-