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garetti, che i dure angeli dipinti daTiziano nel quadro di S. PietroMartire sono i più belli che sianodiscesi dal cielo: ma volle in que-sto il Moretto mostrare, che sapevafarli non meno belli del maestro.Caratteristica è la testa del venerandopatriarca de’ Cenobiti, la di cui ca-nuta e folta barba fa utile contrap-posto alla calvizie del capo. La per-sona sta appoggiata sulla crozza dacui pende il campanello, onde ilS. Patriarca valevasi a riunire pres-so di lui i penitenti suoi seguacidispersi ne’deserti della Tebaide :la tunica c di un rosso sporco, so-pra alla quale trionfa la nera ruvidastoffa, che legò morendo all'illustrepatriarca d’Alessandria S. Atanasio.Ho voluto accennare questo minutecircostanze, onde mostrare, che lascuola Veneziana non era così alienadalla erudizione, come alcuni scrit-tori soverchiamente parziali dellascuola fiorentina hanno tentato difar credere.
Tiziano fu uomo bastantementedotto, e forse, dopo il Vinci ed ilBonarroti, il più dotto de’suoi tem-pi. Il Moretto era versato assai nellastoria, conoscitore del costume edelle teorie dell* arte come delle pra-tiche. Per ultimo il S. Sebastianopuò riguardarsi come una bellis-sima accademia tratta dal vero , edall’accortezza dell’artista condottacon qualche leggere variazione allascelta natura conveniente a perfettaumana figura. L’Italia continua-mente somministrando agli stranieribelle opere di pittura , comincia asentire mancanza di squisiti lavori;ma così ricco era il deposito la-sciatoci dai grandi artisti cinque-centisti, che di quando in quandoviene richiamato alla luce qualcheeccellente quadro che credevasi per-duto. Fra questi occupa certo undistinto luogo il presente del Bon-vicino, onde mostrare essere forseil più grande allievo di Tiziano.MORGHEN (Raffaello) uuo
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de’ più illustri intagliatori d’ Euro-pa, nacque in napoli nel 1758. Dasuo padre intagliatore in rame ap-prese gli elementi del disegno e dellaincisione, indi, recatosi a Roma,fu ricevuto nella scuola dell’ illustrehassanese Volpato, sotto la direziouedel quale lavorò intorno all’incisionedelle celebri logge vaticane, dipinteda Raffaello; ed è notabile che lastampa rappresentante il miracelodi Bolsena porta il nome di Mor-ghen. Trovandosi in casa del Vol-palo, s’invaghì di sua figlia . allor-ché giunto a Roma Antonio Ca-nova, ed invaghitosi della mede-sima, l’aveva ottenuta dal padrein isposa. Ma la valente giovaneche non voleva mancar di fede aMorghen , disvelò ogni cosa a Ca-nova , il quale adoperò in modo cheil padre ricevesse a suo genero ilpiù favorito amante.
Poco dopo veniva chiamato a Fi-renze per intagliare la Sacra fami-glia conosciuta sotto il nome diMadonna della Seggiola-, ed è co-mune opinione delle persone del-l’arte essere questa una delle mi-gliori opere di Morghen , per es-sersi più che in ogni altro lavoro,accostato al carattere dell’originale.Nel 1794, risguardando a ragionegli artisti fiorentini Leonardo daVinci come il loro più illustre ar-tista proposero al gran duca Leo-poldo di valersi del bulino di Mor-ghen per dare maggiore celebritàalla più grand’opera di pittura delVinci , il Cenacolo alle Grazie inMilano. Fino a tal’epoca questoprezioso dipinto non era stato in-ciso che da meno che mediocri ar-tisti; ma anche lo stesso dipinto erain così deplorabile stato ridotto finodal sedicesimo secolo , che nel 1726e 1770 aveva sofferto ristauri permano di mediocri pittori. A frontedi tali difficoltà il gran duca accon-discese alle inchieste de’suoi sudditi,cd incaricò Morghen d’incidere lacena di Leonardo.