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Tomo quarto.
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cotninciamento alla seconda slampasopra miglior disegno, e felicementela terminò; ma non è noto che sianofuori di traffico tutte le prime.

Tennero dietro alla Trasfigura-zione una Maddalena tratta da Mu-rillo; i ritratti di Raffaello, di Dan-te, di Petrarca, del Tasso.

Circa il 1812 fu chiamato a Pa-rigi da Napoleone, e (u generosa-mente trattato. Di ritorno in patriafece alcuni valenti allievi, le di cuiopere ritoccate da lui, sono poicredute suo intero lavoro, sebbeneda alcuni anni la grave età e lacagionevole vista non gli concedanodi attendere molto all'intaglio. .Adogni modo sono cose sue e cosebellissime; il Carro dell’ Aurora daGuido, la Cuccia dì Diana dal Dome-niellino, il Cavaliere da Vati Dyclt,Apollo e le Muse da Mengs ; ilRiposo in Egitto e le Ore da Pouvsin; Teseo vincitore del Minutauroda Canova, Monumento di Clemen-te XIII dallo stesso ec. ec.

Morì questo egregio incisore inFirenze nel presente anno 1355.

PINI (Ermenegildo) nacque inMilano l’anno 1759; vestì l’abitoreligioso dei Barnabiti nel 1756, eprima del 1770 aveva di già acqui-stata fama di valente naturalista, edi matematico, e ciò che più importaallo scopo nostro, di erudito archi-tetto. Egli aveva del suo valorenella pratica dell’architettura datoluminosi saggi nella invenzione ecostruzione della chiesa parrocchialedi Saregno avanti il 1770, nel qualeanno pubblicava i suoi Dialoghisull’ architettura , intitolandoli alministro plcnipotensiario del go-verno della Lombardia austriaca ,il conte di Firmian. E perchè inquest’ opera diffusamente ragiona deltempio di Saregno , daremo di que-sta una breve analisi ; con che civerrà fatto di far conoscere iti paritempo il suo straordinario meritonon meno nelle pratiche che nelleteorie di così nobil’arte, che con

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tanto lode abbiamo veduto in que-sto Dizionario, esercitarsi dell’un-decimo fino al presente secolo damolti illustri religiosi in ogni parted’Italia.

Nel primo Dialogo parla dellaconvenienza di fabbricare le chiesecon cupola; quindi del modo di av-visare alla loro stabilità , e col soc-corso di facili costruzioni geome-triche, di esperimenti e di sottilidiscussioni, colla maggior chiarezzae semplicità sviluppate, viene a sta-bilire il principio di abbandonare lacostruzione di quelle cupole, chesono poste su quattro archi, e difare le chiese rotonde a cupola. Eperchè il Pini non era un sempliceragionatore in teorica , ma già avevadato saggi del suo valore nell’ar-chitettura pratica , così propone adesempio tre tavole rappresentanti ilpiano, la facciata e I’ elevazione deltempio di Saregno da esso imma-ginato e fatto eseguire. Ha questotempio la cupola collocata sopraotto archi, ed è qui descritta dalvalente architetto esattamente e contulle le dimensioni diligentementecalcolate. In tal modo i principaliarchitetti dell’antica Grecia costu-mavano di pubblicare le descrizionidei loro più importanti edificj.

Dottissimo matematico, qual egliera, procura di determinare insiemela spinta e Ja resistenza della cu-pola sui muri. Qui troviamo unaingegnosa maniera dal Pini imma-ginata per determinare il centro digravità di una porzione di vòltaprodotta da una rivoluzione di unasua sezione per uu quarto di cer-chio, dimostrando che la distanzadel centro di gravità di un qua-drante dal centro del cerchio è pros-simamente sette undicesimi della suacorda. Parlando poi delle cupoleinnalzare su quattro archi, e diquelle innalzate sopra chiese roton-de, si fa strada a trattare del bellqarchitettonico, ch’egli fa consisterecella regolarità delle ligure sì nelle