Band 
Tomo quarto.
Seite
144
JPEG-Download
 

144 PI

parli che nel lutto, ossia nell’or-dine loro di simmetria e di fine:che non dal gusto altrui, ma dallaintrinseca essenza delle opere de-riva in esse il hello: chela formadel hello è riposta nella varietà ri-ridotta all'unità, ossia ue'la sem-plicità; e che ai fini, cui deve ser-vire una chiesa , meglio risponde laforma rotonda. E qui apresi l’aditoa parlare nuovamente della chiesaclntettata da lui in Saregno, dellaquale compie la descrizione. Con-chiude poi , che t’ architetto perimmaginare belli e stabili edificj ,non deve solo aver fatto per moltianni l’ufficio di disegnatore; ma ènecessario che molte scienze cono-sca profondamente come la mate-matica, la fisica, la chimica ec. Edil padre Pini possedeva tali scienze,ed avrebbe utilmente potuto gio-varsene in questa bell’arte dell'ar-chitettura, se da altre occasioni nonfosse stato distolto.

Nel secondo dialogo parla dellefortificazioni, e sostiene che mag-gior profitto si può trarre dalleopere di Frarcesco de’Marchi , cheda quelle di Vanirai], Tutto su que-sto argomento glorioso per l’Italiasi agirà il dialogo; nel quale mettea confronto diversi disegni dell’ uuoe dell’altro, e per tal modo fa no-tare come solo in qualche parte ilVauban abbia perfezionati in qual-che parte alcuni metodi del de Mar-chi, ed altri abbia creduto di per-fezionare; e come il Francese abbiapreso il nome e la sostanza di al-cune opere dell’Italiano, ed in al-tre, ritenuta la sostanza, solo siasifatto inventore di nomi. Le tenagliedoppie del Vankan non sono chei barbacani del de Marchi ; la con-troguardia del primo corrisponde alpuntone del secondo: le lune o lo-nette del Francese sono gli alonidell’Italiano. Colle autorità poi pii-mameute e .coll’esame delle pianteiu appresso discende a provare cheanche il metodo comunemente detta

K

PI

rinforzalo, di cui alcuni danno granlode al Vauban , debbesi altribnireal de Marchi.... Passa quindi adesporre diverse correzioni e perfe-zionamenti che si potrebbero intro-durre nell’opera di Vauban sullefortificazioni, di cui lo stesso Vaubanconfessava abbisognare il suo libro,limitandosi però alla costruzionedei muri, de’ terrapieni, o di altrisimili sostegni, che vengono prati-cati nella costruzione delle fortezzee che dipendono dai giusti limitidell’equilibrio tra gli sforzi e leresistenze. Primamente osserva, chele tavole date dal Vauban per de-terminare la grossezza dei sosteguide’terrapieni non si possono seguiresenza sensibile errore; e ciò provaegli col calcolo c coll’esperimento,facendo liso di alcuue macchinettea varj pezzi sconnessi rappresentantidiversi sostegni di fortificazioni, sucui esattamente aveva segnato ilpeso e le dimensioni per maggiorefacilità di ripeterne l’esperimento.In appresso propone diversi altrimiglioramenti ai sostegui del Van-ban, tanto per riguardo alla gros-sezza della sommità dei muri edalla loro grandezza, quanto per ri-guardo ai contrafforti; provandosempre co’relativi esperimenti e datidel calcolo che istituisce, e su cuista il proposito miglioramento.

Versato, com’egli era in ognigenere di scienze e di arti, fu cou-tinuameute adoperato dai governiprotempore in delicate incombenze,e sempre corrispose alla fiducia chein lui riponevano. Ottenne perciòonorificenze e premj convenienti almerito. Cuopri diverse cattedre dimatematica, di storia naturale, fuispettore generale della pubblicaistruzione , membro della commis-sione per il regolamento delle mi-niere , cavaliere della corona diferro, membro del consiglio delleminiere, uno de’ quaranta socj or-dinari della società italiana delleScienze, membro del collegio elei-