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Tomo quarto.
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in opera , hanno radice. Di modo che se vedere nonsi vogliono le più certe rovine, conviene aver ricorso acatene , a inarpesature , a rappezzamenti ; e le fabbri-che , come dice quel maestro , stannosi dipoi attaccatecon le stringhe (27). Mercè le conferenze da esso luifrequentemente tenute, mercè i suoi ragionamenti, egli apologhi sopra tutto, con che gli sa rivestire e ren-dere popolari, è da sperare, che l’architettura si verràpurgando di parecchi errori, che vi ha introdotti unacieca pratica. E così egli, conducendo gli uomini nellevie del vero, contribuirà al bene della civile società jsimile all’antico Socrate, quale fu forse cagione, chesi emendassero al tempo suo non poche leggi ed abusine’ già stabiliti governi, se non gli fu dato di poter fon-dare una nuova repubblica.

(27) Vedi Lettera del Vignola nei Dispareri in materia di Architet-tura e Prospettiva di Martino Bassi Milanese, e Malvasia P. II. dellaFelsina Pittrice, vita di Pellegrino Tibaldi ed altri.

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