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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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13ella è ancora calda, accioche ſeco non potti cenere della Co-pella, ſi ſerue della tanaglietta, con lo ſtringer della quale ſal-ta via ogni feccia, che poſsa hauere.E bene il non reſtringerſi ad vn ſolo aggio delle Vene,ma farne diuerſi con lo ſteſso fuoco, e modo; e dalle materie

ri maſte vedere ſe il laggio è giuſto, oucto ſe la Vena haà in ſe

materia eterogenea, imperoche alle volte vna ſteſſa Venalara più matura in vn luogo, che nellaltro, e per queſta ſuamaturatioue rende il ſaggis vario, e più d meno rico.

La diligenza, d la negligenza ſogſiono an co rendere diua-

rio trà vn ſaggio, e altro, poiche il ſouerchio, e vehemente

calore ſuole danueggiat opera, maſsime quando fi ponc laVena ſenza diligente preparatione in Copella. Si deue peròauertire di pigliar sẽpre vaſi, che ſiano nuoui, cioè mondi ne-uali ſia mai ſtato ne metal lo, ne altra coſa, accioche conimbibitione, che poteſs eo hauer fatta di tali materie nondanneggiaſse fo, ouero aumentaſſero più del vero il ſaggio.Deueſi anco finalmente auertire di nettar diligentesmente tanto gl Vncini adoperati in altra.opetratione, quanto le Molleite,accioche il giudicio dafar ſi ſoprailſaggio non rieſcafallace.

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Hella