CONCLUSIONE.
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di cose ora esistente, e sollevando tanti vari in-teressi, incontrano un’opposizione vivissima nelleclassi superiori della società^ mentre il popolo,come accade ognora, ricevendole travisate dal-l’ignoranza e dalla mala fede, se ne fa giuocoin Francia, le maledice nei Belgio, e costringei nuovi predicanti a tenersi celati.
Tante antiche dottrine sembrarono assurdeal primo loro apparire, che furono poscia rico-nosciute vere ed abbracciate dall’universale, chegiova andare guardinghi nel giudicare le nuove,massime allorché sono si generali, come quellede’ S. Simonisti. Ed essi fanno molto valerequesto argomento, il quale però trova un limitenella natura de! soggetto a cui vuoisi applicare.
L’amore di sé fu dato da Dio all’ uomoper la propria conservazione, e questi ne abusacome di ogni altra cosa. Egli è sociabile, mail bisogno di associarsi, sotto alcuni rapporti,scema in lui, anziché crescere, col progrediredella civiltà, perchè cresce il sentimento di in-dipendenza, la sicurezza, il rispetto che l’unoporta ai diritti dell’altro.
La proprietà della terra , nello stalo suonaturale, fu stabilita dalla società pel bene co-mune, e la società avrebbe potuto costituirla al-tramente, ma ora la terra, impregnata com’èdel lavoro, bagnata dal sudore degli uomini,