CONCLUSIONE.
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della presente, tanto fuori, che entro le pri-gioni , e tanto pe’ grandi colpevoli e condannatia lunga prigionia , quanto pe’ rei di colpe leg-gieri e condannati a breve prigionia.
Io non ripeterò qui l’opinione che, sul si-stema penitenziale e sulla riforma delle prigioni,emisi nel primo volume, all’articolo Società pelmiglioramento della disciplina delle prigioni jopinione che si allontana e dall’ eccessivo spe-rare del sig. Lucas, e dal fare quasi la satiradella civiltà, del dottore Julius, e che concorda( ed è cosa lusinghevole il trovarsi d’ accordocon uomo d’ingegno e di grande autorità in sìfatte materie) con quella del sig. Rossi. Siamisolo concesso, sebbene straniero io agli studicriminali , di fare un voto. — Che d’ora in-nanzi, sino a che una civiltà più perfetta con-ceda al legislatore di stabilire pene più miti,l’ultimo supplizio sia riservato peli’ uomo chepremeditatamente uccide l’altro uomo; che daicodici criminali de’ paesi civili sia fatta sparirequella prodigalità di pene infamanti, le qualia cagion d’essa, non infamano più quasi, mache portano offesa frattanto alla verecondia pub-blica; che non siano più marchiali, a simiglianzadel bestiame, i condannati al carcere, e mas-sime i condannati a tempo, i quali, rientrandonella comune società coll’impronta dell’infamia