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L' anno mille ottocento ventisei dell'Inghilterra / colle osservazioni di Giuseppe Pecchio
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della propria forza e della propria dignitàoffrì a tutti gli stranieri un ospitalità liberad ogni timore ; e dava istruzioni a suoi go-vernatori delle colonie pel raddoleimentodella sorte degli schiavi. Non tacerò un fat-to che sempreppiù dimostra i beneficj delben essere universale e della civiltà. InLondra eh è la capitale più popolata, e diuna popolazione più affollata che ogni al-tra , la mortalità è minore che in ogni altracapitale di Europa ; e un risultato ancoradi tanto benessere si è che, dai calcoli fattinegli ultimi trent anni, la longevità in In-ghilterra si è accresciuta. Tanta era la pro-sperità esistente, tanta quella che un il-luminato ministero prepara, che il partitodell opposizione , mancandogli 1 opportu-nità del censurare, perdeva la sua lena inparlamento; agiornali stessi mancava materiadi critica. Che potevasi rinfacciare al governoin mezzo a tanta copia di beni e di rifor-me ? Non è dunque da meravigliarsi se ilcancelliere dello scacchiere, il sig. Robin-son , inebriato alla vista della felicità della