( Cagione della grandezza a tui può di nuova aspirar la Sicilia ) «'Sla dove almeno lon sepolte quelle sorgenti , donde attingeva gli immen-si «noi tesori ? La fiducia che io fondo sul carattere attivo e perspicacede’ suoi moderni abitatori , me le fa iravvedere nella feconditi non estin-ta del suo terreno .
( Istituzioni scolastiche della Sicilia ) . Il popolo siciliano è religioseiino alla superstizione (a). Le conoscenze dommatiche e scolastiche costitui-
ti disiti>stira si accrebbero e rapidamente . Nè stupore o meravigli» recheràdopo ciò la forza militare di Dionisio il vecchio, il quale non possedendo,come si sa che il teizo della Sicilia, e qualche porto sulle costiere d’Ita-lia e d’ illiria , pur tenne in piedi un armata di terra di cento dieci milacombattenti , delle quali dieci di a cavallo , ed ebbe pronti quattrocentonavi da guerra . Nè 1’ opulenza , nè la splendidezza , nè i doni magnìficidell# lìdie Aiti sparsi per la nostra isola, nè la forza politica di moltegrandi città siciliane , nè il nome eli’ esse ebbero appo i popoli prh coltidell’ universo , appresteranno cagione di sorpresa a chi avrà saputo sì co-me in que’ tempi nel nostro suole fortunato la filosofia , a seconda deldesiderio di Platone, occupava sovente il seggio del Governo, e chi que-sto reggeva non sdegnava 1’ amicizia ed i consigli de’ filosofi . Se la legis-lazione non è, come altri l’ha ben definita, che dottrina altissima di be-neficenza , chi meglio e piu de’ nostri antichi legislatori ne diede una aipopoli così feconda di ogni bene sociale ? Chi più di Gelone ha sostenuto ladignità della umana natura? Chi uguagliò Caronda nell’ordinamento dell#leggi , alle quali egli diè salda base colla pubblica educazione de’ nascenti•ittadini ? Chi elevò quanto Empedocle il sentimento e il nobile orgoglio.nazionale , alici eh’egli rifiutò il grado di Re? Chi più di Gerone c diDionisio , rispettando i figli e le opere della sapienza , ne ha diffuso neisuoi stati lo spirito avvivalore ? Quanti monumenti, pur troppo guasti emanomessi dal tempo ; attestano tuttora le «are sublimi di que’ primirettori dell* cosa pubblica in Sicilia , a vantaggio e gloria del propriopaese ! Fra le rovine maestose de’ tempj, degli anfiteatri, de’ bagni, delleCittà , voi troverete anche avanzi e tracee di pubbliche vie . E che sitrascura dai grandi e buoni ordinatori e correttori di popoli ? Ma voi per«erto non vi fermerete i vostri occhi . Essi penetreranno ne’ palazzi dei-Principi : essi percorreranno le loro leggi • essi anderanno soprattutto afissarsi sopra i loro cuori .
* (a) Questa imputazione non potrebbe riguardare che il volgo, ed il volgoè superstizioso per ogni dove . In quanto a coloro che ricevono un’edueazio-*e , e che profittano dei lumi e de’ consigli de’ nostri buoni chiesastici ,essi ben lungi dall’essere superstiziosi abborriscono tutte quelle stravaganzedi culto, alle quali può sol convenire la taccia che l’Autore dà in g«ne-rale alle nostre pratiche sacre , e nutriscono in loro lo spirito della verareligione , nella quale trovan# così valevole appoggio i doveri lutti di uomoe di citladiuo .