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Dopo di quest’ epoca si sona variali all’ infinito gli apparecchi distil-latoi), ma partendo costantemente dai medesimi principi.
Questo apparecchio grossolano presentava molti difetti : il primo è chei vapori passavano tutti nel serpentino , ove si condensavano , dimodochéi vapori act/uosi mescolati agli alcoolici colavano nel recipiente soltoni's-so , formnvan« un' acquavite debolissima , che bisognava sottomettere xtduna seconda distillazione per portarla ad un grado convenevole .
Il secondo inconveniente di questi alambicchi era che la condensazio-ne essendo sempre imperfettissima perchè l' acqua del bagno del serpenti-no non tardava a riscaldarsi , e vi era una gran perdita di vapori alcooli-ci , che si spandevano nell' aria e nel laboratorio .
Il terzo vizio oonsisteva in che tutti i vapori, che si elevavano d diacaldaja , passavano immediatamente nel serpentino , ove si condensavano ,e bisognava moderare il fuoco in maniera a itoti ìsvaporare che le parlialcao/iche ; un fuoco un poco pià forte faceva montare una troppo gran-de massa di fluido acquoso , e allora non si otteneva che un acquavite de-boli ssima . Bisognava dunque sorvegliare al fuoco eon una cura estrema ,V operazione diveniva difficile a condurre, e il prodotto era di grandissi-mo costo ,
Questi vizj riuniti rendevano impossibile 1' estrazione delle ultime par-ti dell' alcool contenute nel vino , senza che fossero sopraecaricate di un' im-mensa quantità di parli acquose ; si separava accuratamente questo ultimoprodotto della distillazione sotto il nome di piccole acque , e si distillava-no di nuovo con dell' altro vino .
L'acquavite ottenuta con questo procedimento dava costantemente ungusto di lini gì ii lo ; essa era raramente limpidissima.
Questo difetto distingue la maggior parte delle acquaviti siciliane, or-d' è che non sono cosi ricercate come quelle di Francia , e questo difettosarà immancabile sino a che in Sicilia si userà la distillazione dell' cui-
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parecchio che ho descritto.
Aggiungasi a ciò che i fornelli erano malamente costruiti, perehi notipresentavano alcun mezzo da regolare il calore , e di applicarlo egualmen-te a tutta la massa del liquido , e perciò l' arte della distillaziane era an-cora nell' infanzia ,
Il signor Chaptal cercò di correggere questi difetti . A tale oggettoegli fee costruire delle caldaje larghe , e poco elevate per presentare alcalore una pià grande superficie di liquido , e meno spessezza ; circondòil capitello di un bagno di acqua fredda per operare una primi conden-sazione , e separare una parte dii vapore acquosa , che ricadeva in goc-®e , o in fili , nella caldaja ; moltiplicò le circonvoluzioni del serpentino,ed aggrandì il recipiente del suo bagno perchè f acqua si riscaldasse me-no futilmente . Queste migliorazioni furono sensibili, e la distillazione sinobili presto questi principi . Gli apparecchi di questo chimico famoso ,