528 Considerazioni Sopra
mille libbre, e non avanzarne al sottile ; perché aggiugnendo altre millelibbre il grolle non si rompe, ma il sottile cede a'I’aggiunta di dieci sola-mente, argomento necessariamente concludente la maggiore robustezza diquello, che di questo: ora se l'istesso accadeste dell’ acque bisognerebbe,che raddoppiandosi il carico alla nave retta sopra gran profondità, ellagalleggiaste nell’istesso modo, che prima; e che sopra la poca acqua ellacedesse ad ogni minor peso: il che non accade, anzi seguiterà di demer-
Š ersi per raggiunta di nuovo peso in amendue l'a eque nell’stesto modo : in-izio manifèsto, che nella molta acqua non era virtù di soverchio per so-stenere la nave diversamente da quello, che si soste nella poca. Settimoper istabilire questa vostra dottrina, scrivete : Per esperienza vedersi , che uncorpo più leggiero dell''acqua quanto fi spinge più sotto, tanto più cresce la resi*senza : adunque quanto sarà l'acqua più profonda tanto sarà la forza maggiorenel reffiere alla violenza. Qui sono falsità, equivochi, e contradizioni in po-che parole: falsa è l’esperienza, che voi nominate: perché se fosse vero,che nelPacqua quanto più fi va in giù, tanto maggior resistenza si trovasse »molti corpi si troverebbono, che discendendo nelle parti superiori, trovan-do poi neH’inferiori maggior resistenza si fermerebbono a mezza acqua, ilche è fallo; e stando nest’iftdlo vostro esempio, aggiugnendo al corpo piùleggiero dell’acqua tanto peso, che lentamente lo tirasse in giù, quandoincontrasse quella maggiore resistenza, che dite , deverebbe fermarsi, ilche è falso : ma voi avete equivocato nel sentir crescere la resistenza nel-lo spingere sottacqua un pallone gonfiato, o altro corpo leggieriffimo , cre-scere dico, fin che tutto è tuffato, e vi sete immaginato, che tal resisten-za si vada sempre agumentando sino al fondo , nel che v’ingannate , per-ché dopo, che egli è deuterio tutto sotto la superficie dell’acqua, è finitoil bisogno di fare la forza maggiore, ma quella, che l’ha spinto sin lì, loconduce anco sino al fondo. Ne potrebbe scusarvi in parte da questo erro-re, se non chi attribuisce un altro inganno ; il quale è, che può esser, chevoi nello ipignere sottacqua un pallone, o una zucca lecca abbiate vera-mente sentito crescere la resistenza non solamente fino, che la zucca è en-trata tutta sotto l’acqua, ma più ancora sino, che si è profondata un pal-mo , o due, seguendo voi di spignerla col braccio : ma questa, Sig. Colom-bo, è un’altra nuova resistenza dipendente non dalla zucca,ne dalla pro-fondità dell’acqua, ma dall’altra acqua, che voi avete a fare alzare per darluoghi al vostro braccio, che accompagnando la zucca si va demergendo,alla qual resistenza dell’alzamento dell’acqua s’aggiugne lo scemamento dipeso del braccio stesso , il quale sottacqua pela"pochissimo, sicché il suopeso non spigne più tanto a gran pezzo, come faceva mentre era fuorid’acqua, per lo che tutto 1’ aggravamento dee farsi per forza di muscoli,che accrelce la fatica al premente; ma tale accidente non ha, che fare colgalleggiare delle navi, o d’altri corpi, che per propria gravità si dimer-gano : onde resta del tutto inutile perla causa volli a. Vedefi anco mani-festamente , che voi non avete intesa la cagione del sentirsi maggior resi-stenza neU’abbassare più, e più tal corpo, sino che tutto sia sottacqua, ilche procede dalia maggior quantità d’acqua, che s’ha da alzare, e non per-ché le parti dell’acqua più bassa resistano più, come avete creduto voi . Dipiù voi, che avete mille volte detto, che i mezzi più grossi resistono più,e che in difesa del Buonamico sostenete le parti superiori dell’acqua mari-na essere assai più grosse deU’inferiori, conte ora accorderete questa con-trasti-