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Tomo primo.
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Del Sig. Vincenzio Di Grazia.' 545

giugnere, volendole adattare alle cose naturali, che lo spazio per lo quale fi devonomuovere i mobili fia ripieno del medefimo corpo: imperocché se ma bilancia fi do-vesse muovere per Paria, e Paltra per Pacqua , e impossìbile , che elle fi muovano ttelmedesimo tempo per spazi eguali, per la maggiore, e minore resistenza del mezzo >che occupa i sopraddetti spazi. Or qui sono in picciolissimo spazio molte esor-bitanze. E prima dicendo il Sig. Galileo di supporre per vero, che sienoeguali i momenti, e la forza depesi eguali, e mossi con eguale velocità;Raggiunta del Sig, Grazia è molto fuori di proposito, perché due pesi, chesemplicemente per loro natura fossero eguali, quando fossero posti in di-versi mezzi, già cesserebbono di essere più eguali, tal che non sarebbonopiù di quelli, de i quali parla il Sig. Galileo, perche di mobili disegnali dipeso egli non asserisce, ne suppone, che sieno per estere di forze eguali :m oltre mancamento di giudizio sarebbe stato quello del Sig. Galileo, seegli, come or vorrebbe il Sig. Grazia, ci avesse aggiunto, che tali mobili perriuscire di momenti eguali, debbano non solo essere eguali in peso, e velo-cità , ma essere di più nellistesso mezzo ; perché quando due mobili fosserotali, che anco in diversi mezzi si trovassero ester gravi egualmente , e divelocità pari, le forze loro fenzaltro sarebbono eguali nel loro operare; talche potendo l'assunto del Sig. Galileo esser generale, e vero nessuno, enellaltro caso, cioè tanto quando i mobili follerò in diversi mezzi, quantose fossero nellistesso, non era bene, contro a precetti logicali, ristringer-lo, e farlo meno universale. Di più io non posso a bastanza maravigliarmi,come il Sig. Grazia si sia potuto immaginare , che i mezzi diversi, comel'acqua, e Paria postino causare, che due pesi pendenti dalle braccia egua-li una bilancia si innovino con dileguali velocità , ne posso intendere, chenel medesimo tempo, che, v- gr. quel peso, che è in aria, si abbassa un pal-mo, laltro, che è in acqua possa muoversi più, 0 meno di tanto, anzi sonosicuro, che egli si muoverà ne più ne meno ; Io dubito » che avendo osser-vato il Sig. Grazia, che listesso peso libero con disegnali velocità si muovenellaria, e nellacqua, si sia ora nel presente caso scordato , che e parlanon di pesi liberi, ma legati alle braccia eguali della medesima bilancia,le quali braccia eguali gli costringono a passare nel tempo medesimo egua-li distanze. E finalmente quando gli assiomi del Sig. Galileo, fossero nel pro-porgli per sua innavvercenza stari difettosi, e inabili,a prestarci ferma dot-trina senza la cauzione aggiunta dal Sig. Grazia, doveva il medesimo Sig.Grazia esaminare i luoghi particolari, dove il Sig. Galileo si serve di taliassiomi: e trovando, che nessappiieazione quelli erano presi ben cautela-ti , non dovevano esser messe in sospetto le conclusioni dipendentemente daquelli dimostrate, come egli fa, e scrivea fac. zzi. dicendo: Ma perché leQimostrazioni del Sig. Galileo sono fondate sopra principi falsi, ec. E po-co sotto, nel numerare tali principi, mette pel sesto P aver male dissimi! suoi termini : e di nuovo torna a nominar falsissime le dimostrazioni delSig. Galileo, come dipendenti da princìpi falsi. Ma forse il Sig. Grazia si èfermato su gli assiomi, ne si è curato ainterna-rfi nelle dimostrazioni delSig- Galileo, del che, ne da ancor segno unaltra aggiunta, che e vuol fa-re in questo stesso luogo, alla significazione, che il Sig. Galileo da al no-me di momento, per quanto appartiene alla materia di che si tratta, dicen-do, che egli ha lasciata quella, che più al suo bisogno faceva di mestiere;cioè, che il momento denota non solamente quella Forza, che ha un cor-po al muovere un altro, ma anco quella abilità naturale, che hanno i mo,Tarn l, Nn bili,