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Tomo primo.
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bili a esser mossi. Dove io non dirò, che il Sig. Grazia, q chi si sia nonpossa chiamar momento tutto quello,. che piace a lui, essendo i nomi in ar-bitrio di ciascheduno; ma dirò bene, che grande sproposito sarebbe statodel Sig. Galileo il difinirlo in tal maniera in questo luogo, non gli doven-do poi venire mai occasione di usarlo nel suo discorso ; e il Sig. Grazia, cheper tal rispetto biasima il Sig. Galileo, doveva mostrar luoghi particolari,ne quali .il momento venga usurpato in questo lenso non disinito dal Sig,Oalijeq, altamente Io sproposito sarà tutto suo,

Censura non più ingegnosa delle precedenti è unaltra, che pure in que-sto stesso luogo a faccia 350. fa il Sig. Grama sopra una proposizione delSig. Galileo, dopo, che egli prima falsamente lha portata. Egli attribuisceal Sig. Galileo, laver detto > che un solido nel sommergersi nellacqua, nealzi tanta quanta è la propria mole, e che a tal movimento lacqua comecorpo grave resiste; segue poi scrivendo così: Le quali cose pave, che abitanobisogno di gran moderazione . Imperocché dice bene Arsoti le, che il mobile profon-dandosi neiracqua deve alzare tant'acqua, quanta e la sua mole*, ma vi aggiugne,se però lacqua , e quel mobile non si confliperanno insieme : e quindi avviene, chemolti solidi nel sommergersi nell'acqua non alzeranno la ventesima parte di essi, al-tri più , altri stieno secondo , che fra di loro fi uniranno . Io non voglio ingaggia-re lite con Aristotile, la cui autorità viene senza bisogno citata qui dovelesperienza manifesta può essere di mezzo , e il detto del Sig. Grazia ditroppo sallontana dal vero: perché quanto a i corpi, che si consideranoriemergersi nel presente discorso, essendo o legni, o metalli, o simili solidi,è manifesto, che questi non si costipano, onde se vi accade costipazione al-cuna , è necessario, che sia tutta nelle parti dellacqua, e che essa si costipiquelle venti volte tanto, che vuole il Sig. Grazia, ma dubito, che essa nonvoglia; anzi son sicuro, che non solo un solido, che si ponga nell'acqua, laquale liberamente possa cedergli, e alzarsi, non la costiperà venti volte,nedieci » ne due ; ma ne anco un punto solo ; anzi a riserrarla anco in un va-so, dove con immensa forza si possa comprimere, non si vedrà, che ellasensibilmente ceda, e si ristringa; il che ben si vede fare aìlaria, la qualecon violenza si costipa due, o tré volte più di quello, che ella è libera; on-de linganno del Sig. Grazia resta infinito.

Seguita appresso pure colla medesima semplicità ad aggiugnere altri suoigiudizi deHjsteffo genere , e dice così : Quanto alla resistenza , che fa Pacquait quel movimento, quando fi alza sopra il proprio livello, che ella foste molta nontot rei io già a sostenere . Imperciocché , se bene Vacqua al movimento alP insù comecorpo grave è renitente , tutta volta in questa noflra azione ella non muta in tutto,e per tutto luogo, ma fi bene ne perde alquanto di sotto, e altrettanto ne acquistaper di sopra ; ed ejfendo ella di sua natura corpo atto a esser grave , e leggieroquando e nel propria luogo, come di sotto divento, può ad ogni minima forza essermossa al centro , e alla circonferenza ; il perché ella a questo movimento pochissimoresiste . Due ragioni adduce il Sig. Grazia, che lo muovono » a credere, chelacqua ad ogni minima forza possa essere alzata sopra il proprio livello, 1*prima è il non mutare ella in tutto, e per tutto luogo in questa ..nostra azio-ne, acquistandone ella altrettanto per di sopra, quanto ne perde di sotto;tal che secondo il discorso del Sig. Grazia, chi trovasse modo di fare, cheuna colonna nellesser tirata insù.acquistasse altrettanto, luogo per di sopraquanto ella ne perde disotto, si alzerebbe senza fatica. Ma quali, Sig. Gra-zia, sono quei mobili, che nel moto non perdino tanto di luogo per un

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