POESIE DRAMMATICHE.
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Comparir mi vedrà. Restano , o figlio,
Restano ancor pochi momenti , c poi...
Asc. Da un core impaziente
Che mai pretendi, o dea ! Ma sia che vuoi.Ven. Là dove sale il colle (i),
Fin che torni qua giù Silvia il tuo bene,Ricovrianci per ora. In questo pianoDe la nova città le prime moliSorgano intanto , e de* ministri mieiL’opra vi sudi. Auspici noi dall* altoDominerem su 1* opra : e qua tornandoLa pastoral famigliaN’ avrà insieme conforto e meraviglia.
Olà , genj l*di,
De le celesti forze
Raccogliete il valor. Qui del mio sangueSorga il felice nido j e d’Alba il nomeSuoni famoso poi di lido in lido.
E tu, mio germe, intantoA mirar t* apparecchia in quel bel coreDi virtude il trFonfo , e quel d* amore.
Al chiaror di que*bei rat ,
Se 1* amor fomenta 1* ali ,
Ad amar tutti i mortaliIl tuo cor solleverà.
Cosi poi famoso andrai
De gli dei tra i chiari figli,
Così fia che tu somigliA la mia divinità.
Coro. Di te più amabile
Nè dea maggiore,
Celeste Venere ,
No non si dà.
Con fren sì placidoReggi ogni coreChe più non bramasiLa libertà.
Moia pastori e pastorelle, secondo 1* antecedentecomando d’Àceste, vengono per ornar solennementeil luogo di ghirlande e di fiori. Ma mentre questisi accingono all* opera, ecco che compariscono leGrazie accompagnate da una quantità di genj e dininfe celesti in atto di meditare qualche grande in-trapresa. I pastori rimangono a tale veduta estre-mamente sorpresi: se non che, incoraggiati dallagentilezza di quelle persone celesti, tornano all’in-cominciato lavoro. Ma assai più grande rinasce inessi la meravìglia quando ad un cenno delle Graziee de* genj veggono improvvisamente cambiarsi i tron-chi degli alberi che stanno adornando di ghirlande?in altrettante colonne, le quali formano dì mano inmano un sodo, vago e ricco ordine d*arcbitcttura,con cui dassi principio all* edificazione d* Alba e sipromette un felice cambiamento al paese. Questiaccidenti congiunti con gli atti d* ammirazione , diriconoscenza, di tenerezza, di concordia fra le ce-lesti e le umane persone fanno la base del breveballo che lega 1*anteriore con la seguente parte dellarappresentazione.
fi) Accennando Ha un lato.
PARTE SECONDA.
SCENA I.
Silvia , coro dì pastorelle.
Star lontana non so, compagne ninfe,
Da questo amico loco.
Ah qui vedrò fra poco
L’adorato mio sposo e 1* alma dea
Che di sua luce pura
Questi lidi beati orna c ricrea.
Ma cieli Che veggio mai? Mirate, amiche,Come risplende intornoDi scolti marmi e di colonne eccelseIl sacro loco adorno. Ah t senza falloQuesto è divin lavoro. Il tempo e l’opraDe* mortali non basta a tanta impresa.
Sento, sento la mano
De la propizia dea. L’origin questa
E dell’ alma città che a noi promise :
Questa è mirabil prova
pc la venuta sua. Fra pochi istanti
De le felici amanti
La più lieta sarò. Già dall’occaso
Il sol mi guarda, e pare
Più lurido che mai scender nel mare.
Spiega il desio le piume ,
Vola il mio core e geme jMa solo con la spemePoi mi ritorna al scn.
Vieni col mio bel numeAlfine, o mio desio:
Dimmi una volta, oh dioiEcco 1* amato ben ( 2 ).
Coro. Già 1* ore scn volano,
Già viene il tuo Itene.
Fra dolci cateneQuell’alma vivrà (3).
SCENA IL
Silvia , coro dì pastorelle , Ascanio.
Asc. Cerco di loco in loco (4)
La mia Silvia fedele : e pur non liceQuesto amante cor mio svelare a lei;
Che me *1 vieta la diva.
Adorata mia sposa, ah dove sei?
Lascia , lascia che possa
Questo mio cor che de* tuoi merli è pieno
Celato ammirator vederti almeno.
Ma non è Silvia quella (5)
Che la si posa su quel verde seggio
Con le sue ninfe a lato?.. Io non m’inganno.
Certo è il mìo bene, è desso.
Numi ? che fo ? . . m’appresso ?..
Sii. Oh ciel I che miro ?.. (6)
( 2 ) Siede da un lato colle pastorelle intorno.
(3) Il coro siede.
(4) Non vedendo Silvia , da sh.
(5) Vedendo Silvia, da se.
(6) Vedo ido Ascanio, da se.