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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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POESIE DRAMMATICHE.

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Comparir mi vedrà. Restano , o figlio,

Restano ancor pochi momenti , c poi...

Asc. Da un core impaziente

Che mai pretendi, o dea ! Ma sia che vuoi.Ven. Là dove sale il colle (i),

Fin che torni qua giù Silvia il tuo bene,Ricovrianci per ora. In questo pianoDe la nova città le prime moliSorgano intanto , e de* ministri mieiL’opra vi sudi. Auspici noi dall* altoDominerem su 1* opra : e qua tornandoLa pastoral famigliaN’ avrà insieme conforto e meraviglia.

Olà , genj l*di,

De le celesti forze

Raccogliete il valor. Qui del mio sangueSorga il felice nido j e d’Alba il nomeSuoni famoso poi di lido in lido.

E tu, mio germe, intantoA mirar t* apparecchia in quel bel coreDi virtude il trFonfo , e quel d* amore.

Al chiaror di que*bei rat ,

Se 1* amor fomenta 1* ali ,

Ad amar tutti i mortaliIl tuo cor solleverà.

Cosi poi famoso andrai

De gli dei tra i chiari figli,

Così fia che tu somigliA la mia divinità.

Coro. Di te più amabile

Nè dea maggiore,

Celeste Venere ,

No non si dà.

Con fren sì placidoReggi ogni coreChe più non bramasiLa libertà.

Moia pastori e pastorelle, secondo 1* antecedentecomando d’Àceste, vengono per ornar solennementeil luogo di ghirlande e di fiori. Ma mentre questisi accingono all* opera, ecco che compariscono leGrazie accompagnate da una quantità di genj e dininfe celesti in atto di meditare qualche grande in-trapresa. I pastori rimangono a tale veduta estre-mamente sorpresi: se non che, incoraggiati dallagentilezza di quelle persone celesti, tornano all’in-cominciato lavoro. Ma assai più grande rinasce inessi la meravìglia quando ad un cenno delle Graziee de* genj veggono improvvisamente cambiarsi i tron-chi degli alberi che stanno adornando di ghirlande?in altrettante colonne, le quali formano dì mano inmano un sodo, vago e ricco ordine d*arcbitcttura,con cui dassi principio all* edificazione d* Alba e sipromette un felice cambiamento al paese. Questiaccidenti congiunti con gli atti d* ammirazione , diriconoscenza, di tenerezza, di concordia fra le ce-lesti e le umane persone fanno la base del breveballo che lega 1*anteriore con la seguente parte dellarappresentazione.

fi) Accennando Ha un lato.

PARTE SECONDA.

SCENA I.

Silvia , coro dì pastorelle.

Star lontana non so, compagne ninfe,

Da questo amico loco.

Ah qui vedrò fra poco

L’adorato mio sposo e 1* alma dea

Che di sua luce pura

Questi lidi beati orna c ricrea.

Ma cieli Che veggio mai? Mirate, amiche,Come risplende intornoDi scolti marmi e di colonne eccelseIl sacro loco adorno. Ah t senza falloQuesto è divin lavoro. Il tempo e l’opraDe* mortali non basta a tanta impresa.

Sento, sento la mano

De la propizia dea. L’origin questa

E dell’ alma città che a noi promise :

Questa è mirabil prova

pc la venuta sua. Fra pochi istanti

De le felici amanti

La più lieta sarò. Già dall’occaso

Il sol mi guarda, e pare

Più lurido che mai scender nel mare.

Spiega il desio le piume ,

Vola il mio core e geme jMa solo con la spemePoi mi ritorna al scn.

Vieni col mio bel numeAlfine, o mio desio:

Dimmi una volta, oh dioiEcco 1* amato ben ( 2 ).

Coro. Già 1* ore scn volano,

Già viene il tuo Itene.

Fra dolci cateneQuell’alma vivrà (3).

SCENA IL

Silvia , coro dì pastorelle , Ascanio.

Asc. Cerco di loco in loco (4)

La mia Silvia fedele : e pur non liceQuesto amante cor mio svelare a lei;

Che me *1 vieta la diva.

Adorata mia sposa, ah dove sei?

Lascia , lascia che possa

Questo mio cor che de* tuoi merli è pieno

Celato ammirator vederti almeno.

Ma non è Silvia quella (5)

Che la si posa su quel verde seggio

Con le sue ninfe a lato?.. Io non m’inganno.

Certo è il mìo bene, è desso.

Numi ? che fo ? . . m’appresso ?..

Sii. Oh ciel I che miro ?.. (6)

( 2 ) Siede da un lato colle pastorelle intorno.

(3) Il coro siede.

(4) Non vedendo Silvia , da sh.

(5) Vedendo Silvia, da se.

(6) Vedo ido Ascanio, da se.