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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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POESIE DRAMMATICHE. 105

Quegli è il garzon di cui scolpita lio in senoL’immagin viva ...

Asc. Ahi se potessi almeno

Scoprirmi a lei...

Sii. Così m* appare in sogno...

Così l'ha ognor presenteNel dolce immaginar questa mia mente.

Che fia ? .. Sogno ? o son desta ? ..

Asc. O madre , o diva ,

Qual via crudel di tormentarmi è questa ?

Sii. No, più sogno non e : quello è il sembianteChe da gran tempo adoro...

Ascanio è dunque ? .. o pur son d’altri amante ? ..Dubito ancor...

Asc. La ninfa

Agitata mi par... Mi riconosce,

Ma scoprirsi non osa.

Sii. Ah ! sì il mio bene,

Il mio sposo tu sei (i).

Asc. Cieli 1 s'accosta :

Come potrò non palesarmi a lei ?

Sii. Imprudente, che fo ? Spontanea e sola (2)Appressarmi vogl’io? seco non veggioLa dea che il guida.. . Egli di me non chiede..Meco Aceste non è... Dove t’avanziTrasportato dal core, incauto piede ?

Ingannarmi potrei...

SCENA III.

Silvia , Ascanio , coro di pastorelle , Fauno.

Fau. Silvia, Silvia, ove sei?

Sii. Fauno, che brami ( 3 )?

Fau. Io di te cerco, o ninfa (4), e a te pur vengo,Giovanetto straniere ( 5 ).

Sii. (Egli è straniar, qual sembra: ab certo è desso,Certo è lo sposo mio. ) Pastor, favella (6).

Fau. A te Aceste m'invia : di te chicdea (7) ;

Qui condurti ei volea. Di già si senteLa gran diva presente. In ogni locoSparge la sua virtù. Vedi quell* opraChe mirabil s'innalza ? I genj suoiLa crearon pur dianzi. Io e i pastoriNe vedemmo il lavoro,

Mentre qua recavam ghirlande e fiori.

Ciò narrammo ad Aceste : ed egli a noiMeraviglie novelle

Ne mostrò d'ogni parte. Oh se vedessi!

Silvia, sul sacro albergo

Ove seco dimori una gran luce

Piove e sfavilla intorno, e par che rieda

Pria di morir verso l’aurora il giorno.

(1) Alzandosi e facendo qualche passo versoAscanio.

(2) S 3 arresta.

( 3 ) Accostandosi a Fanno.

( 4 ) A Silvia.

( 5 ) Ad Ascanio che si accosta dall 3 altro lato.

(6) A Fauno.

( 7 ) A Silvia t scostandosi Ascanio.

Parini , Opere.

Tutto il pendio del colle

Onde qua giù si scende

Di fior vernali e di novelli germi

Tutto si copre. Per la via risplende

Un ignoto elemento

Di rutile vivissime scintille

Onde aperto si vede

Che volò su quel suolo il diviu piede :

Ma troppo tardo ornai.

Sii. ( Quanto ti deggio ,

Amabil deità I )

Fau. Volo ad Aceste :

Dirò che più di luiFu sollecito Amore... (8)

Asc . Ed a me ancora (9)

Non volevi parlar, gentil pastore ?

Fau. Ah quasi 1 * obliai. Garzon, mi scusa (io).

In dì cosi rìdente

L* eccesso del piacer turba la mente.

Ad Aceste narrai

Come qui ti conobbi e li lasciai.

Asc. E che per ciò ?

Fau. Sorrise "

Lampeggiando di gioja, il sacro veglio.

Levò le mani al cielo e palpitando,

— Sento, mi disse, un non inteso allettoTutto agitarmi il petto... —

Sii. ( Oh caro sposo !

Non ne dubito più. )

Fau. Vanne, soggiunse,

Cerca de lo straniere.

Sii. ( Il saggio Aceste

Nell* indovina menteTutto sa, tutto vede e tutto sente I )

Asc. Che vuol dunque da me?

Fau. Per me li prega

Che rimanga tra noi fin che si sveliA noi la nostra dea. Vuol che tu siaDe*favori di lei,

De*felici imenei, del nostro beneNuncio fedele a le rimote arene.

Sii. ( Oh me infelice I AcesteDunque noi crede Ascanio I )

Asc. ( Aimè , che dico ?

Oh dura legge I )

Fau. E che rispondi alfine (II)?

Asc. Che ubbidirò... che del felice sposoAmmirerò il destin...

Sii. (Miserai Oh numi!

Dunque Ascanio non e. Che fiero colpo !

Che fulmine improvviso! ) (12)

Asc. Àlfin, pastore,

Di* che 1 * attendo.

Fau. Ed io

Tosto men volo ad affrettarlo. Addio.

(8) A Silvia, accennando di partire.

(9) Accostandosi a Fauno.

(10) Ad Ascanio.

(11) Ad Ascanio.

(12) Si ritira e si siede abbattuta fra le ninfeverso il fondo della scena.