POESIE DRAMMATICHE. 105
Quegli è il garzon di cui scolpita lio in senoL’immagin viva ...
Asc. Ahi se potessi almeno
Scoprirmi a lei...
Sii. Così m* appare in sogno...
Così l'ha ognor presenteNel dolce immaginar questa mia mente.
Che fia ? .. Sogno ? o son desta ? ..
Asc. O madre , o diva ,
Qual via crudel di tormentarmi è questa ?
Sii. No, più sogno non e : quello è il sembianteChe da gran tempo adoro...
Ascanio è dunque ? .. o pur son d’altri amante ? ..Dubito ancor...
Asc. La ninfa
Agitata mi par... Mi riconosce,
Ma scoprirsi non osa.
Sii. Ah ! sì il mio bene,
Il mio sposo tu sei (i).
Asc. Cieli 1 s'accosta :
Come potrò non palesarmi a lei ?
Sii. Imprudente, che fo ? Spontanea e sola (2)Appressarmi vogl’io? seco non veggioLa dea che il guida.. . Egli di me non chiede..Meco Aceste non è... Dove t’avanziTrasportato dal core, incauto piede ?
Ingannarmi potrei...
SCENA III.
Silvia , Ascanio , coro di pastorelle , Fauno.
Fau. Silvia, Silvia, ove sei?
Sii. Fauno, che brami ( 3 )?
Fau. Io di te cerco, o ninfa (4), e a te pur vengo,Giovanetto straniere ( 5 ).
Sii. (Egli è straniar, qual sembra: ab certo è desso,Certo è lo sposo mio. ) Pastor, favella (6).
Fau. A te Aceste m'invia : di te chicdea (7) ;
Qui condurti ei volea. Di già si senteLa gran diva presente. In ogni locoSparge la sua virtù. Vedi quell* opraChe mirabil s'innalza ? I genj suoiLa crearon pur dianzi. Io e i pastoriNe vedemmo il lavoro,
Mentre qua recavam ghirlande e fiori.
Ciò narrammo ad Aceste : ed egli a noiMeraviglie novelle
Ne mostrò d'ogni parte. Oh se vedessi!
Silvia, sul sacro albergo
Ove seco dimori una gran luce
Piove e sfavilla intorno, e par che rieda
Pria di morir verso l’aurora il giorno.
(1) Alzandosi e facendo qualche passo versoAscanio.
(2) S 3 arresta.
( 3 ) Accostandosi a Fanno.
( 4 ) A Silvia.
( 5 ) Ad Ascanio che si accosta dall 3 altro lato.
(6) A Fauno.
( 7 ) A Silvia t scostandosi Ascanio.
Parini , Opere.
Tutto il pendio del colle
Onde qua giù si scende
Di fior vernali e di novelli germi
Tutto si copre. Per la via risplende
Un ignoto elemento
Di rutile vivissime scintille
Onde aperto si vede
Che volò su quel suolo il diviu piede :
Ma troppo tardo ornai.
Sii. ( Quanto ti deggio ,
Amabil deità I )
Fau. Volo ad Aceste :
Dirò che più di luiFu sollecito Amore... (8)
Asc . Ed a me ancora (9)
Non volevi parlar, gentil pastore ?
Fau. Ah quasi 1 * obliai. Garzon, mi scusa (io).
In dì cosi rìdente
L* eccesso del piacer turba la mente.
Ad Aceste narrai
Come qui ti conobbi e li lasciai.
Asc. E che per ciò ?
Fau. Sorrise "
Lampeggiando di gioja, il sacro veglio.
Levò le mani al cielo e palpitando,
— Sento, mi disse, un non inteso allettoTutto agitarmi il petto... —
Sii. ( Oh caro sposo !
Non ne dubito più. )
Fau. Vanne, soggiunse,
Cerca de lo straniere.
Sii. ( Il saggio Aceste
Nell* indovina menteTutto sa, tutto vede e tutto sente I )
Asc. Che vuol dunque da me?
Fau. Per me li prega
Che rimanga tra noi fin che si sveliA noi la nostra dea. Vuol che tu siaDe*favori di lei,
De*felici imenei, del nostro beneNuncio fedele a le rimote arene.
Sii. ( Oh me infelice I AcesteDunque noi crede Ascanio I )
Asc. ( Aimè , che dico ?
Oh dura legge I )
Fau. E che rispondi alfine (II)?
Asc. Che ubbidirò... che del felice sposoAmmirerò il destin...
Sii. (Miserai Oh numi!
Dunque Ascanio non e. Che fiero colpo !
Che fulmine improvviso! ) (12)
Asc. Àlfin, pastore,
Di* che 1 * attendo.
Fau. Ed io
Tosto men volo ad affrettarlo. Addio.
(8) A Silvia, accennando di partire.
(9) Accostandosi a Fauno.
(10) Ad Ascanio.
(11) Ad Ascanio.
(12) Si ritira e si siede abbattuta fra le ninfeverso il fondo della scena.