POESIE DRAMMATICHE.
IO
Ac. Che strana meraviglia (1)
Del tuo cor mi narrasti, amata figlia I
Ma pur non so temer. Serba i costumi
Che serbasti finora. Il ciel di noi
Spesso fa prova : e da i contrasti illustri
Onde agitata sei
Quella virtù ne desta
Che i mortali trasforma in semidei.
Sento che il cor mi diceChe paventar non dei :
Ma penetrar non liceDentro all’ ascoso vel.
Sai rhc innocente sei,
Sai che dal ciel dipendi :
Lieta la sorte attendiChe li prescrive il ciel.
Sii. Si, padre, alfin mi tacciaOgn’altro affetto in seno.
Segua che vuol, purché il dover si faccia.
Ac. Su, felici pastori, a i riti vostri (2)
Date principio; e la pietosa deaInvocate con gl’ inni.
Coro. Scendi, celeste Venere,
E del tuo amore in segnoLasciane il caro pegnoChe sospirammo ognor.
Sii. Ma s’allontani almen da gli occhi mieiQuel periglioso oggetto. Il vedi ( 3 )?
Ac. Il veggio.
Parmi simile a un dio (^).
Asc. ( Sìlvia mi guarda :
Che contrasto crudel ! )
Ac. No , cara figlia,
No non temer. Segui la grande impresa ,
Vedi che il fumo ascende, e l’ara è accesa.Osservate, o pastori.
Ecco scende la dea. Tra quelle nubi ( 5 )
Si nasconde la dea. Oh Silvia mia tMeco all’ara ti volgi: e voi, pastori,
De le preghiere ardentiRinnovate i clamori.
Coro. No, non possiamo vivere
In più felice regno.
Ma senza il caro pegnoNon siam contenti ancor.
Ac. Ecco, ingombran l’altare (6)
Le fauste nubi intorno. Ecco la luce (7)
De la diva presente, ecco traspare.
Coro. Scendi, celeste Venere ,
E del tuo amore in seguoLasciane il caro pegnoChe sospirammo ognor.
(1) A Silvia i che tiene graziosamente per lamano.
(2) Ai postoti che raccolti intorno all’ara v'ar-dono gl* incensi.
( 3 ) Accennando Ascanio.
( 4 ) Guardando Ascanio.
( 5 ) Cominciano a scender delle nuvole sopra Vara.
(6) Le nubi si spandono innanzi all* ara.
(7) Si veggono uscir raggi di luce dalle nuvole.
Ac. luvoca , 0 figlia , invocaIl favor de la diva :
Chiedi lo sposò luo.
Sii. Svelati, o dea ,
Scopri a la fin quell* adorato aspettoAl tuo popol diletto. Ornai contentoRendi questo cor mio (8).
Asc. (Or felice son io. Questo è il momento)(9).Sil. Oh diva t
Asc. Oh sorte (IO) I
Ac. Oh giorno I
Sii. Ah mi persegui (11),
Immagine crudele, insino all’ara?
Dove è il mio sposo, o diva (12)?
Ven. Eccolo, o cara (i 3 ).
SU. Oh cielo! E perchè mai (i^)
Nasconderti così ?
Asc. Tutto saprai (i 5 ).
Sii. Ah caro sposo, oh dio (16)!
Asc. Vieni al mio sen , ben mio (17).
Sii. Ab! ch’io lo credo a pena (18).
Forse m’inganno ancora?
Ac. Frena il timor, deh 1 frena (19),
E la gran diva adora.
Asc . Che bel piacere io sento
In sì beato dì !
Ac. De la virtù il cimento
Premian gli dei così (20). 1
Sii. Numi! che bel momento!
Come in sì bel contentoIl mio timor finì !
Ac. De la virtù il cimento
Premian gli dei cosi.
Asc. ) Ah cara sposa , oh dio !
Sil. ( Ah caro sposo, oh dio!
Asc ) Più sacro nodo in terra ,
Più dolce amor non è.
Quanto, pietosa dea,
Quanto dobbiamo a te !l'en. Eccovi al fin di vostre pene, o figli.
Or godete beati
L’uno nel cor dell’altro ampia mercede
(8) Si squarciano le nuvole. Si vede Venereassisa sul suo carro. Nello stesso tempo esconodi dietro alle nuvole le Grazie e i Genj, che convaga disposizione si spargono per la scena.
(9) Si va avvicinando a Silvia.
(10) Si accosta di più.
(11) Ad Ascanio j che si accosta.
(12) Risolutamente guardando Venere e colla ma-no facendosi velo agli occhi per non veder Ascanio.
(1 3 ) Accennando e pigliando per una mano Asca-nio 4 il presenta a Silvia.
(14.) Volgendosi ad Ascanio.
(1 5 ) A Silvia.
(16) Accorrendo ad Ascanio.
(17) Accorrendo a Silvia.
(18) Ad A ceste.
(19) A Silvia.
(20) A Silvia e ad Ascanio.
(21) Abbracciandosi rispettosamente.
SU.
Ac.
a 3