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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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108
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POESIE DRAMMATICHE.

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De la vostra virtù. Mi piacque, o cara (I) »Prevenire il tuo core. Indi la fama,

Quindi Amore operò. Volli ad ÀscanioCosì de la sua sposaLa fortezza, il candor, l’amor, la fedeMostrar su gli occhi suoi. Scossi uu momentoQuel tuo bel core, e ne volar scintilleDi celeste virtude a mille a mille.

Ma voi soli feliciEsser già non dovete.

La stirpe de gli dei, più eh’ al suo bene,

Pensa all'altrui. Apprendi, o figlio, apprendi ( 2 )

Quanto è beata sorte

Far beati ì mortali. In questo piano

Tu l’edificio illustre

Stendi de la città. La gente d’Alba

Sia famosa per te. De le mie leggi

Tempra il soave freno*:

Ministra il giusto : il popol mio proteggi.

In avvenir due numi

Abbia in vece d’un sol : te qui presente ;

Me, che lontana ancora

Qua col pensier ritornerò sovente.

Asc, Che bel piacer io sentoIn si beato dì I

Sii. Numi, ebe bel momento !

Come in si bel contentoIl mio timor finii

£ I Più sacro nodo in terra,

( _ Più dolce amor non ò.

Sii. <43 ,

[ Quanto, pietosa dea »

' j Quanto dobbiamo a te !

(1) A Silvia.

( 2 ) Ad Ascanio.

Ven. Ah 1 chi nodi più forti

Ha del mio core in questi amati lidi ?

1 figli e le consorti, il popol mio...

Sii. Oh diva I

Asc. Oh madre 1

yen. Addio , miei figli, addio.

Ac. Ferma, pietosa dea, fermati. AlmenoLascia che rompa il frenoAl cor riconoscente un popol fido.

Io son , pietosa dea ,

Interprete di lui. Questo tuo pegno (3),

Fidalo pure a noi. Vieni ; tu seiNostro amor, nostro ben, nostro sostegno.Adoreremo in lui (4)

L’immagine di te j di te che spargiSu i felici mortali

Puro amor, pura gioja j di te che leghiCon amorosi nodi

I popoli tra lorj che in sen d’amoreDai fomento a la pace, e di quest'orbeStabilisci le sorti » e 1’ ampio mareTranquillizzi e la terra. Ah 1 nel tuo sangue,D’ eroi, di semidei sempre fecondo,

Si propaghi il tuo core ;

E la stirpe d’Enea occupi il mondo.

Coro. Alma dea, tutto il mondo governa ;

Che felice la terra sarà.

La tua stirpe propaghisi eterna ;

Che felici saranno l’età.

(3) Accennando Ascanio e abbracciandolo rispeUtosamento.

( 4 ) A Venere, la quale sparisce , chiudendosie alzandosi le nuvole.

SAGGI DI TRADUZIONI LIBERE.

EPIGRAMMA DI MOSCO.

ALCUNI ODI D’ ANACRBONTK.

Deposta un giorno l’orrida facella

E quell* arco crudel che i petti schiaccia,Prese Amore in ispalla una bisacciaE un pugnitojo in cambio di quadrella sE posta sotto il giogo una vitella

O un giovenco che fosse o due , li cacciaPer Io incolto terren con una facciaD’un villan che si stizza ed arrovella.Quasi ’l bellico a’ numi si sconficca ,

D’Amor ridendo che l’aratro muoveE la semenza per le colle ficca.

Quand* e’ rivolto al ciel grida t Ser Giove ,O fa di messe questa terra ricca»

O eh’ io di nuovo ti converto io bove.

1 (.).

Rondinella gambetta, •

Se non taci, un giorno afteIo vo’ far sopra di teUn’ asprissima vendetta.

Vo' pigliarti stretta strettaE legarti per un pie;

Poi far quel che Tereo fe’Con cotesta tua linguetta.

L’alba in ciel non anco appareChe con querula favellaTu ne vieni a risvegliare.

Or che dorme la mia bella ,Guarda ben, non la destare»Garruletta. rondinella.

(I) Ode XII .