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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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FRAMMENTI.

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Sopra la soglia de’ paterni tettiDivideva gli affetti :

E rigando di lagrime

Le gote che al color giugnean natioBel color di modestia,

Novo di se facea nascer desioNel troppo già per lei fervido pettoDel caro giovinetto,

Che con frequente tremito

De la sua mano a lei la man premendo

La guardava sollecito

Sin che poi vinta lo venia seguendo,

Ben che volgesse ancor gli occhi dolentiA gli amati parenti.

Entra e col ferro minacciando strideE la truce coorteE i ministri di morteE il iìer tiranno in un momento uccide.Tal tu venisti ; e in un balen sen giacqueDal valor che t*inspiraLa mia febbre tiranna oppressa e spenta.Dolce riposo che nel sen mi nacqueCalmò la violenta

Turba de’ nervi e i fieri moti e 1* ira

D’ UN* ODE

IN MORTE

DI DOMENICO BALESTRIERI.

e dal numero ancor de* fidi amiciTe mi rapi la invidiosa morte,

E d* affanno e di lagrime infelici

Contaminò mia sorte.

Non più i cari alternar dell* alme affettiO i generosi studj a me fie dato;

Non più a me dal tuo canto almi dilettiLibando esser beato,

Sia che de* cigni piu sublimi al paroI toschi modi ordissi, o che desioNascesse in te di gir famoso e chiaroCol tuo sermon natio.

Giace la cetra ed a la fredda manoDi dolce melodia più non risponde ;

Indomito silenzio occupa il vano

Che te per sempre asconde.Ahi come vanno impetuosi e lievi

Gli anni fuggendo f Tu pur jeri adultoMe giovinetto di tua man volgevi

De le Prerie al culto rE i sacri boschi e le sincere fontiM’additavi di Pindo e l’erta cimaE i calli alpestri onde forz’ è che montiChi vera gloria estima.

Io de* bei detti tuoi nell* alta mente

Facea tesoro, e tu n’hai lode iu parte,

Se alcun ramo di lauro il dio lucente

A questo crin comparte.

D’ UN’ODE

PER NOZZE.

i noi già per 1* undccimoLustro scendente con 1* età fugaceChiama fra i lieti giovaniA cantar d’imeneo l’accesa faceE trattar dolci premj e dolci affanniCon voce aspra da gli anni ?

Era gioconda immagine

Di nostra mente un dì fresca donzella

Allor che con la tenera

Madre abbracciala o la minor sorella

Parini, Opere.

D’ UN’ ODE

PEL CARDINALE

ANGELO MARIA DUR1NI.

O gl’insubri e l’ItaliaE 1* ostro alto romuleo,

Durin, co’pregi tuoi nato ad ornar,

Non mai del tutto misero

Colui sarà che nobili

Del core ha moti e vivo immaginar.

Prostrato il vulgo giacesiDa la fortuna e torpidoFa di se stesso a se pondo e dolor:

Ma quei, come fa sciticoArco audace a la rigidaCorda contrasto col natio vigor,

Così di sotto al caricoS’alza de’ mali e liberoSpiega sovente i suoi pensieri a voi ;Qual farfalla che i variiApre color per l’ariaE il rude involto suo neglige al suol.

Destan con atra immagineI danni che il percotonoSpesso ne* petti altrui doglia e pietà :

Ed egli allor con 1* animo

E con la mente fervida

Per mille di piacer vie se ne va ;

Per vìe che al ricco e all’avidoDi fasto o di dominioGià mai da misurar date non fien :

O se la noja a premereLi viene , o il destin volgesi,

O se avvinti podagra acre li tien.

Or col pensiero ci levasiAlto sopra l’arbitrioDe’ tiranni a stagion eh’ or non è più ;

E gode innanzi a libereGenti veder con 1* egidaAllo imbracciata camminar virtù.