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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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LETTERE.

nel cammino tanto che finalmente sono stato pre-venuto dalla graziosita di Lei. Ma quel eh' è fattoè fatto. Spero , anzi tengo per certo che le miecircostanze mi permetteranno di comprovarle col-l’opera anche la verità di queste asserzioni. Frat-tanto le rendo infinite grazie della bontà che haavuto di rendermi cara la vita coll’obbligantissimasua lettera , e desidero vivamente ed istantementela supplico ch’Ella si valga frequentemente di qual-che momento di ozio per continovare a bearmi. For-tunato me se cotesto ozio potesse a mio riguardodivenire una occupazione! Io non esagero giammai.Le perdonerei se la sua modestia la facesse dubi-tare delle mie parole : ma non saprei perdonarlese cotesto dubbio nascesse da una diffidenza delmio carattere. Ella non meriterebbe di conoscerenè di stimare l’uomo il più sensitivo della terra.Ho l’onore di confermarmi quale mi sono dichia-rato di sopra,

I -

IX.

ALLA MEDESIMA.

Milano, 25 /ebbrajo 1789 .

Temo che, se io ho fatto male lasciandole deside-rare la mia prima lettera , farò forse peggio spon-taneamente importunandola colla seconda. Nondime-no io non posso resistere alla voglia di dimostrarlech’ella non può esser dimenticata da chi una voltaha avuto l’onore di vederla ed udirla e, quel cheè più , di vederla ed udirla con un animo ed uncuore simile al mio. Negherà Ella di credermi cheda gran tempo i miei pensieri non vengano piùvolte al giorno a Verona ? Se Ella noi credesse,farebbe nou meno torto a me che a se medesima.Tuttavia questi pensieri, qualora per necessità sonorichiamati a Milano, non mi portano veruna novellanè della salute nè degli studj né de*piaceri di Lei:ed io oggimai non desidero di sapere più altra cosache questa. E dunque forza che io a Lei scrivapregandola che si pigli il disagio di rendermenequalche conto. Che fanno cotesti occhi vivacissimi,così validi interpreti della penetrazione e della ener-gia del di lei animo? E coleste labbra dalla cuipoderosa muscolosità viene con tanto impeto sca-gliata la persuasione ? A quale dei più gentili e piùcolti cavalieri veronesi od estranei si volgono essio parlano più di sovente? Sopra tutto quali cosedettate dalla mente sì bene ornata ed inspirata dallemuse, quali cose sta deponendo in carta quella bellamano che tre o quattro volte da me veduta hastampato nella mia memoria così profonda imma-gine di sè, non tanto perchè bella quanto perchèappartenente ad una persona fornita di tante graziec di tanti meriti? Non eredo io giti che questa sioccupi mai sempre scrivendo di morti, di tombe od’altre simili, benché da Lei rendute bellissime,malinconie. Altre cose si convengono alla sua età ,al suo sesso ed alla piacevole economia della vita.Di grazia Ella mi parli di tutto ciò. Ho tanta brama

di esserne informalo che volentieri m’arrischio an-che a sentire alcuna cosa che contenga qualche pocodi amaretto per me. Sa il cielo quanto avrei caroche non pochi giorni di conoscenza ma una lungaconsuetudine avesse fatto nascere in Lei quella con-fidente libertà di cui si nodrisce l’amicizia. Quantoguadagnerei io di felicitàI Quanto sopra l’idea gran-de che già ne ho crescerebbe smisuratamente infaccia mia la bellezza dello spirito, del cuore e ditutta la persona di Lei ! Ma a che servono questimiei voti quando la realtà è così lontana? Perchènon ho io una libera fortuna che mi basti in ognipaese? Ella può troppo bene immaginarsi dove sce-glierci d’abitare. E neppure questo mi è possibile.Or dunque che fare ? Venga Ella a Milano, doveha fatto sperare che sarebbe presto tornata, dovefra le dame si è acquistata in pochi giorni tanteammiratrici del suo spirito, della sua grazia e dellasua cultura. Il nostro carnevale non meritava cheElla si pigliasse l’incomodo di qui venire. Ma nelmese d’aprile è troppo piacevole e salubre il fareun corto viaggio. Altronde Ella ben sa che noi dob-biamo avere in quel mese e giochi e spettacoli enozze solenni : e 1’ augusta amica eh’ Ella co’ rarisuoi pregi si è saputa ben tosto conciliare ben me-rita e forse spera eh* Ella le dia questa prova dellasua affettuosa osservanza in occasione così faustaper Lei (l). Venga e si trattenga di poi qualchemesi. Vorrà Ella scriver de* versi ? Ella ci troveràed ozio ed ammiratori. Vorrà Ella conversare? Quantidell’ un sesso e dell’ altro penderanno da cotestelabbra così efficacemente parlanti 1 Che se Le piaceràdi fare all’amore, non le mancheranno bei giovaniche a tanto splendore accorreranno. E se per dis-trazione soffrirà che altri soltanto gliene parli , cisarà fino a qualche vecchierello immaginoso chesenza stancarla Le sospiri qualche volta da vicino.Ah se Ella si fosse qui trovata questo inverno,quanto sarei stato meglio di mente , quanto avreiusato del poco mio ingegno, stato finora sommersonel torpore e nella stupidità, quanto il mio cuoresarebbe stato lontano dalla noja ! Pochi momenti ho

10 provati veramente e vivamente piacevoli in lutto

11 corso di questa ria stagione. Quali sono stati essi?La prìego ch’Ella non mi faccia l’ingiuria di nonmi credere. Essi sono stati quelli, sì, soltanto quelliin cui le due sue stimabili amiche Cusani e Casti,glioni, forse senza avvedersene, mi hanno rendutolieto e beato parlandomi di Lei. Sovvienimi ora diun altro. Ciò fu quando io lessi i versi recente-mente pubblicati dal cavalier Pindemonti. Tali versi,benché non mi soddisfacciano del tutto per rispettoal lutto, contengono per altro dello cose belle. Maquale fu il momento in cui più mi piacquero?Voglio lasciarlo indovinare alla rispettabilissima Sil-via. Quanto sarei io felice di vedere ora quel sor.riso che le scherza sulle labbra nell’atto dello in-dovinare! Ciò s’intende quando Ella sorrida della

(i) Parlasi dell 1 arciduchessa Maria Beatrice daPiste e delle nozze di sua figlia la duchessa diAosta.

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