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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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XIII.

ALIA POETESSA

DIODATA SALUZZO.

Milano j 12 febbrajo 1797.

Disposizioni naturali, educazione, studio, fantasia,sensività , ingenuità, delicatezza, nobiltà d’animo,novità conseguente di concetti e d’immagini, tuttociò che non si acquista se non con lungo tempo edassidua contemplazione de’grandi esemplari , cioèfacoltà e dominio di locuzione, di siile, di verso edi metro, sono doti singolari che tutte insieme horiconosciute nella copiosa raccolta di poesie compo-ste da V. E. e di cui Ella si è compiaciuta difarmi preziosissimo regalo.

Quanto mi vergogno io max veggendo una don-zella nella sua freschissima età produrre tanti e cosifelici componimenti, mentre io vecchio non ne hofatti che pochi, a grande stento e tanto mediocri 1

Io non so se qualcuno mi avrà mai creduto sog-getto cosi interessante da parlarle di me e da farlecenno del mio carattere. Se ciò per avventura fosseaccaduto, Le sarà stato detto che io non asseriscomai se non ciò che a tutto rigore mi sembra veroe che io non amplifico mai nè biasimando nè lo-dando per qualsivoglia motivo.

Ho tardato fino a quest’ora ad adempiere il miodebito ed a significarle i miei sentimenti perchè iosperava e vivamente desiderava di far ciò in modopiù solenne ; ma troppe infelici circostanze mi ten-gono abbattuto 1’ animo e la mente. Così la prov-videnza mi conceda vita, salute e tranquillità, comeio profitterò de* primi momeuti per render semprepiù manifesta l’ammirazione che hanno destata inme l’elevatezza del suo animo e la singolarità de’suoi talenti. Frattanto mi glorio di protestarmi colmaggiore ossequio.

LETTEREDEL CONTE N. N.

AD UNA FALSA DIVOTA

TRADOTTE DAL FRANCESE (i).

PREFAZIONE.

Oh che piacer ila ’l mio quando ad ElisaGiungano in man queste mie carte argute,

E vegga in lor, quasi a lo speglio fisa,Pinger sè stessa e dentro e ne la cutelForse fia che, da me punta e derisa,

Sua pietà falsa iu vera al fin si mute,

E che, abbattendo le bugiarde scene,

Cerchi, più che divota, esser dabbene,

(l) Per quanto si usasse di diligenza, non sipotè mai rinvenire V originale di queste lettere jonde sì per li pensieri e il tono dell 3 ironia, comeper la dizione e le varie cancellature e correzioniche stanno nel ms. , le quali constano di idee af-fatto diverse le une dalle altre , giova il crederesieno esse lettere opera dell 3 A.

LETTERE.

LETTERA I.

s

E egli adunque vero, signora Elisa mia, che voivi siete determinata di darvi alla divozione, comemi avete scrìtto nell’ultima vostra? Io mi rallegroassai e me ne congratulo con esso voi. Voi vi sietesempre mostrata una donna di spirito , e io v’hosempre tenuta per tale ; ma cotesta vostra nuovadeliberazione me ne conferma talmente eh’ io nonne posso più dubitare. Ogni cosa ha la sua stagio-ne; tempo di ridere e tempo di piangere. Oh diol

10 mi rìsovvengo ancora con una estrema dolcezzadi que* be’ giorni che voi eravate fanciulla : chespiritosa ragazza eravate voi mai ! che graziose se-rate ho io passate con esso voi ! Posso io dirlo conlibertà ad una donna che comincia a disingannarsidel mondo? Voi non avevate gran dono di bellez-za, a dir vero; ma voi avevate tanta grazia e tantiornamenti dello spirito eh’ io non mi maraviglio setutto il mondo correva pazzo per voi. In così te-nera età come gustavate voi i buoni libri t quantagrazia, quanta eleganza di scrìvere in prosa e inversi 1 Egli è il vero che i maligni volevano che

11 papà e la mamma ve li raffazzonassero alquantoper darvi maggiore risalto; ma ad ogni modo que’vostri sonettini amorosi, ch’io tengo ancora pressodi me come un piccolo tesoro, non è possibile chefosser veduti da loro. Voi eravate pratica di geo-grafia e d’astronomia quanto un piloto ; così distoria, così di lìngua italiana , inglese , francese. Ilvostro canto aveva una maestrìa ed una soavità in-comparabile ; e voi toccavate poi l’arpa in una ma-niera eh’ io ne disgrado colui che scongiurava i dia-voli in corpo a Saule. Parmi ancor vedere quelvostro zio dabbene che andava bevendo gli applausidagli occhi de’circostanti e narrava lor sotto vocequalche piccola parte delle vostre prerogative ; evoi fra tante lodi vi stavate tutta umile e modestacome una colombina , se non che di quando inquando vi scappava tra labbro e labbro un sorrisodi naturale compiacenza. Non temiate, mia caraElisa, ch’io voglia mettere a ripentaglio la vostradivozione solleticandola con un poco di vanità. Iobo ricordata una sola infinitesima parte de’vostrimeriti, perchè non è possibile che altri parli divoi senza lodarvi: dall’altro canto non crediate chela vanità possa nuocere punto alla divozione , anzisiate persuasa che 1* una è un maraviglioso fomentodell’altra e ch’esse vanno d’ordinario accompagnale,spezialmente nel vostro amabile sesso. Ma venghia-mo ora a me, poiché voi volete ch’io pure sia in-teressato nella nuova maniera di vivere che a voipiace d’intraprendere: che diacin di capriccio v eegli entrato in capo di volermi ad ogni modo sce-gliere per maestro e per direttore nella via delladivozione? Come potete voi sperare che un mise-rabile mondanaccio com’io sono, che non sa alzareun momento gli occhi da questo fango terreno,valer possa giammai a reggere il sublime volo cheio già veggovi prendere nella via dello spirito odella divozione ? Io mi sono, se voi noi sapete, uncolai pezzo d’ uomo fatto alla carlona che conosco