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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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DESCRIZIONE.

scioglimento assai convenevole al carattere naturalee campestre dello spettacolo.

Terminata non senza segni di molta satisfazionee de* principi e del pubblico la descritta festa , evenuta la sera, si diede principio ai pubblici trat-tenimenti notturni , i quali seguitarono poi varia-mente distribuiti nelle sere successive.

È da sapere che a riguardo della venuta e dellenozze di S. A. R. era stato antecedentemente risto-rato, a spese della regia camera, l’interno di que-sto vasto teatro, e l’aspetto di esso nobilitato dinuove dipinture e di nuovi ornamenti, in.una for-ma assai vaga e convenevole alla natura delle cir-costanze e del luogo. I privati medesimi, desi-derosi di concorrere dal canto loro alla perfezionedell’oggetto, avevano decorato con nuova ricchez-za ed eleganza l’interiore de’loro palchi ed eransinel di fuori conformati alla graziosa simmetria deltutto.

In tale occasione la bella pittura rappresentanteil carro del sole, la quale orna il grande soppalcodel teatro , fu pur essa rinfrescata , acciocché non«comparisse a fronte del restante fatto di nuovo.Fu parimenti rifatto il sipario e rappresentatoviun nuovo soggetto felicemente allusivo alla circo-stanza, cioè le nozze di Telemaco. Questa pittura,che è opera del celebre signor Bernardino Galliari,consiste in un gruppo di nobili e grandiose figurecollocate nel mezzo e in una quantità d’altre la-terali. Un venerabile vegliardo, che raffigura il pa-dre della sposa di Telemaco, sta ìa atto di conse-gnare la reai vergine al giovane eroe, il quale, conmolta dignità presentandosi ad amendue, strigne lainano della sua sposa ed esprime, guardandola, ilrispetto e l’amore che nodrisce per essa. La gio-vane reale, che sta nel mezzo di questi due, pareaccostarsi con non minor maestà che tenerezza aTelemaco, nel mentre che , con gli occhi affettuo-samente rivolti nel viso paterno, attende l’approva-zione delle sospirate nozze. Intanto sopra una grandeara ed un vicino tripode che sorgono a lato delpadre arde il sagrificio, e un canuto sacerdote inaria da inspirato vi sta profetando fortunati avve-nimenti. Dalle bande poi veggonsi gran numero dicavalli , di fanti e di popolo che tutti prcndonparte nell’azione.

La sera pertanto di questo dì sedici, in cui do-vevasi dar principio alla rappresentazione dell’operain musica, apparve il teatro in assai più nobile for-ma ridotto ed oltre di ciò con grande dovizia dicandele illuminato per ogni parto ; sicché tra pergli abbellimenti fattivi di fresco, e per la vivacitàe la vaga ordinanza de’lumi, riusciva del tuttonuovo e gratissimo a’riguardanti.

Al primo comparir che fece il reale arciduca con1 arciduchessa sua sposa nel gran palco della corte,si ridestarono più liete che mai le acclamazioni delpopolo tutto; alle quali S. A. R. si degnò di cor-rispondere con umanissimi segni d’approvazione ed accoglienza : dopo di che diedesi principio allarappresentazione. Nel corso della quale , essendotutti i palchi, anche i più remoti dalla scena,

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affollali di persone nobili e civili, cosi forestiere co-me nazionali, tutte in quella gala che meritava lapubblica letizia del giorno, furono queste dalla cortedi S. A. R. regalate di mano in mano d’esquisitirinfreschi ; il che si continuò a fare anche per al-tre sere consecutive.

Il dramma che si rappresentò, e i libri del qualenobilmente stampati in Vienna e adorni d’intaglipreziosi ed allusivi furono dispensati in regalo, eraopera dell’ illustre Metastasio poeta cesareo e avevaper titolo: Il Ruggiero, ovvero l’eroica gratitudine.Questo argomento riuscì tanto più accetto, perchéin parte relativo all’occasione , essendo tratto dallefamose antichità poetiche della famiglia d’Este.L’epoca poi alla quale si riferisce l’azione deldramma, e la natura dell’azione stessa dava luogoad un genere di costume , di vestiario e di scenenon ordinario sopra i nostri teatri.

La musica di quest’ opera era parimente lavorodi rinomato maestro, cioè del signor Gio. AdolfoHasse , detto il Sassone. N’ eseguivano le parti delcanto le signore Girelli e Falcbini , ed i signoriManzoli, Tibaldi, Solzi ed Uttini. Le parti del suo-no poi venivano eseguite da questa riputata orche-stra di Milano , renduta assai più numerosa delsolito.

Due grandi e ricchissimi balli occupavano gl’in-tervalli fra un atto e l’altro del dramma con azionie con favole allusive alle nozze delle LL. AÀ. RR.Il primo, posto in iscena dal signor Pick, avea pertitolo La corona della gloria. Apollo e Marte so-pra i carri e con le insegne a loro convenienti,quegli accompagnato dal placido coro delle muse ,e questi da una fiera coorte de’suoi guerrieri, en-travano nel tempio della Gloria a chiedere e a dis-putarsi la corona di questa dea. Ella pendeva lun-gamente irresoluta a qual dei due numi meglio siconvenisse di darla. Quand’ccco la Fama, accom-pagnata dall’Amore e dall’Imeneo, se ne venivabaldanzosamente mostrando i ritratti degli sposi realie celebrando le loro virtù. La Gloria, a tale aspettosorpresa , cedeva la corona e ne ornava i ritrattide’principi : il che riconosciuto per giusto dai duenumi competitori, non solo approvavano la risolu-zione della dea ma essi medesimi , di capo levan-dosi i loro allori, alla contesa corona gli aggiugne-vano. Ciò eseguito, i due ritratti venivano collocatinella parte più cospicua del tempio della Gloriacon molta festa di tutte le diviuità colà congre-gate.

Il secondo ballo, posto in iscena dal signor Fa-vier, era intitolato Pico e Cernente. Consisteva que-sto in una rappresentazione degli amori di Pico eCanente , fatta dietro la celebre favola delle Meta-morfosi , ma terminata con lieto fine e mista d’epì-sodj riferibili alle nozze delle LL. AA. RR.

Facevano le principali parti nell’esecuzione diquesti balli i due nominati signori Pick e Faviere le signore Lablache e Binetti. Il coro poi de’bal-lerini subalterni era numerosissimo e scelto non soloper l’abilità ma anche per l’avvenenza necessariaalla perfezione dell’oggetto teatrale.