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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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DESCRIZIONE.

IOO

Dalle cose fin qui riferite, alle quali convieneaggiugnere la ricchezza, il lusso, la varietà e lamultiplicita straordinaria degli abiti, delle scene ed’ogni altro genere di decorazioni, è troppo faciledi congetturare la splendidezza e la magnificenzadi tutto lo spettacolo , col quale si terminarono ipubblici divertimenti di questo giorno.

I trattenimenti del giorno diciassette seguenteconsistettero nel giro delle carrozze , che rhiamasicorso alla romana , fatto medesimamente in PortaOrientale ; e nella serenata che recitossi la sera inteatro.

II corso delle carrozze c un oggetto massima-mente considerabile nella nostra città per il sorpren-dente numero dì quelle e per la ricchezza ed ele-ganza loro. Aggiungasi che nella presente circostanzan’cra di molto accresciuta la quantità per quelledi tanti forestieri che andavano di giorno in giornosopravvenendo. Slendevasi adunque il giro dellepredette carrozze per tutto il lunghissimo tratto checonduce dalla piazza del duomo fino alle muradella Porta Orientale , il quale medesimo spaziodoveva poi servir di carriera per la futura corsade*barberi. Dopo il banchetto delle spose, seguitoil giorno antecedente , furono levati i cancelli cheerano stati posti alle facciate della sopra descrittasala non tanto per ornamento del luogo quantoper impedirvi l’accesso delle carrozze; di modo chepoterono poi le medesime stendersi girando ancheper tutto lo spazio contenuto tra i verdi portici ,dove dal palco destinato per la musica ascollavasiuna continua sinfonia. Nell’occasione di questo e disimili successivi corsi delle carrozze ebbe campo dispiegarsi la ricchezza, la singolarità e la pompa de’cavalli , delle dorature , delle vernici, delle livreeche il lusso de'grandi e de’privati aveva spezial-mente preparati per la presente occorrenza.

Giunta la notte, e intervenute le I,L. AA. RR.al teatro, che fu sempremai affollatissimo di popo-lo , diedesi principio alla rappresentazione della se-renata intitolata A.tcanio in Alba.

Questo drammatico componimento , autore delquale è 1* ab. Parini, conteneva una perpetua alle-goria relativa alle nozze delle LL. AÀ. RR. ed alleinsigni beneficenze compartite da S. M. la impera-trice regina massimamente a’suoi sudditi dello statodi Milano. La musica del detto dramma fu com-posta dal signor Amadeo Volfango Mozart , giovi-netto già conosciuto per la sua abilità in varie partidell’Europa; e fu eseguila dalle parti nominate disopra, trattane l’ultima, perche il soggetto ammet-teva minor numero d’attori.

Se la rappresentazione teatrale della sera antece-dente era riuscita magnifica e grandiosa, questa se-conda incontrò pure il gradimento de* principi e delpubblico per la sua nobile c variata semplicità. Icori di genj , di pastori e di ninfe, e i piccioliballetti ad essi obbligati che interrompevano di tantoin tanto il corso demeritativi e delle arie, formavanonello stesso tempo un continuo e vario legamentod’oggetti atto a conciliare alla scena notabile va-ghezza. La decorazione poi tutta e la pittura delle

scene spezialmente molto adattate al soggetto od alcarattere pastorale del dramma davano , non mcuodelle altre cose, grazioso risalto alla rappresentazio-ne. Inventore de’balletti obbligati al dramma fu ilsopra mentovato signor Favier, e inventori e pittoridelle scene cosi della serenata come dell’opera fu-rono i celebri signori fratelli Galtiari.

Il dopo pranzo del giorno diciotto fu destinatocon solenne concorso de’principi , della nobiltà edel popolo al delizioso passeggio sopra le mura trala Porta Orientale e la Porta Nuova. Questa partedella città è veramente la più amena e quella chegode d’ un’aria più salubre. L’ampiezza del luogovi appresta tutto il comodo immaginabile a qualun-que folla straordinaria di carrozze e di popolo; el’elevatezza di quello presenta un assai vasto e pia-cevole orizzonte. I)a un lato si domina la vastapianura , il giro delle non molto distanti colline efinalmente l’alta catena de’nostri monti, a fronteuna gran parte delle lontane alpi, e dall’altro latouno de’ migliori aspetti della città. Si sale da que-sta insensibilmente alle mura; e nell’ora del pas-seggio seopresi la bellissima pompa d’una innume-rabile quantità di carrozze quivi schierate e di po-polo che vi si sta divertendo. Si può giudicare daquello che segue roiidiananiente, quando la stagioneil comporta , qual doveva esser l’aspetto di questoluogo nella presente occasione. Certamente nè cosìgrande nè cosi splendido concorso non vi fu maida quel giorno che la Maestà dell’ imperatore l'ono-rò della sua presenza.

Dopo il passeggio fu grande veglia nel palazzoducale ron intervento il più numeroso che siasi maiveduto di tutta la nobiltà e di straordinaria quan-tità di forestieri, i quali vennero trattenuti e favo-riti nel decorso della serata ron quel gusto e quellasplendidezza che in simile occorrenza si potesse de-siderare.

Il seguente giorno diciannove era statuito per lapubblica comparsa della mascherata de’ Facchini ,divertimento particolare della nostra città , ma chein questa occasione fu dato con assai maggiore ap-parato e solennità del consueto.

Questa mascherata rappresenta gli abitatori d’ai-cune valli sopra il lago maggiore, parte de’qualisino al> antico costumano di guadagnarsi il sosten-tamento in Milano impiegandosi in que’ privati epubblici servigi che son proprj del facchino. Stan-no questi nella citta con certi obblighi e privilegiche ne autorizzano l’uso e la dimora. Quelli poiche rappresentano tal gente colla mascherata cosidetta de’ Facchini , o la Facchinata , sono personecivili addette ad un corpo che chiamasi la Magni-fica Badia. Questa piacevole congrega è d’originemollo incerta : nondimeno se ne ha memoria d’olirea due secoli, (lode d’alcuni privilegi concedutiledai governatori di questo stato. Ha statuti ano>ressa e cariche , come di piovano , d’ahate , di dot-tore, di cancelliere, di poeta e simili. Gl’individuidella badia affettano un dialetto proprio del paesedel quale si fìngono. Hanno ciascuno un nome biz-zarro e caratteristico che li distingue. Hanno una