E GIUDIZI LETTERARI.
Nell* adunanza funebre per la morte d’alcunodegli accademici reciti un discorso contenente l’elo-gio dell’accademico defunto, spezialmente relativoall’arte da lui professala, osservando le condizioniposte nella legge antecedente.
Ma non ostante le migliori intenzioni del mondo$1 del principe come di chiunque venisse da lui de-stinato alla fondazione ed alla promozione d’un’ac-cademia di belle arti, non ostante che nel generalepiano preparato per essa le si dessero tutti i soc-corsi e provvedimenti immaginabili , quali sono legare, i premj, gli onori, i maestri delle regole pro-prie di ciascun’arte, i lettori o professori di quellefacoltà che almeno fino a un certo grado è neces-sario che sicn conosciute dagli artisti per ben riu-scire nelle rispettive loro arti, come, per esempio,di geometria, di notomia, o più ancora, secondo ilpiù o il meno d’estensione che si giudicasse di darea questo nome di belle arti; non ostante tutto ciò,si può con tutta sicurezza asserire che pochissimosi sarebbe fatto e , per conseguenza , nulla rispettoal grado a cui si dee tendere nelle belle arti, cioèl’eccellenza, qualora si tralasciasse un provvedimentodel quale or ora si parlerà.
Il fine a cui tendono le belle arti si è il ritro-vamento o la produzione del bello. Pochissimi sonoque* fortunati genj che naturalmente, quasi per istin-to e senza nessuno esteriore soccorso , vengono ra-piti alla volta di esso. La maggior parte degli altritalenti hanno bisogno che sia loro appianata la viache ad esso conduce. Per molti è necessario di far-ne loro sentire una volta le attrattive ; perchè, co-nosciutola, vi corrano poi dietro da sè e divenganoal pari d’ognaltro eccellenti. Per ciò fare, bisognain essi risvegliare il gusto , unico discernitore delbello. Sebbene questo gusto non sia facilmente ri-ducibile a principj ed a regole onde usarne , nonperò di manco si può per mezzo di varj soccorsifomentare e raffinare in modo che non solamentearrivi a sentire il bello ma giunga, per così dire ,a vederne quelli quasi impercettibili rapporti checoncorrono a formarlo.
Com’è possibile che gli artisti divengano eccel-lenti quando non sappiano dove risieda nè cosa siaquel bello ebe vanno cercando? Come formare inessi quel gusto che lo deve discernere? Molte sle-gate notizie, molte piccole osservazioni che la mol-titudine degli uomini trascura di fare sopta i sot-tili rapporti degli oggetti fra loro e di questi og-getti all’anima nostra, l’abitudine che si contrae aveder gli eccellenti modelli e a paragonarli fra essipiù per consuetudine che per determinata riflessio-ne, le considerazioni fatte a poco a poco e senzaquasi avvedersene sopra le menome avvertenze cheebbero nell’ operare i migliori maestri, la conoscen-za delle regole generali e comuni a tutte le bellearti e mille altre cose simili, che non è possibiledi qui esporre , son quelle che insensibilmente for-mano il gusto d’uno artista.
Formato che sia il gusto che va in cerca delbello ora nel vero, ora nell’ inaspettato, ora nell’or-dinato, ora nell’ elegante, ora nel grande , ora nel
Panni, Opere.
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sublime, è necessario di fecondare l'immaginazionedel giovane artista e di riscaldarla , acciocché nonrimanga stupidamente a sentire il bello delle operealtrui colle inani alla cintola, ma sia punto da ge-nerosa invidia e non manchi nella sua mente ma-teria onde scegliere quel bello che deve poi espri-mer coll'arte.
Però è necessario di fargli conoscere i tratti piùluminosi delle vile degli eccellenti artisti, le operepiù grandi dell’arte, i colpi più dipintivi della sto-ria, delle opere d’immaginazione, delle passioni de-gli uomini e simili.
In queste e in molte altre cose di simil generedebbono esser trattenuti gli artisti in un’accademiadi belle arti; massimamente se si tratti d’un paesedove per la maggior parte quelli che si danno aprofessar le belle arti sorgono dalla plebe sfornitid’ogni coltura e sapendo appena leggere e scrivere.A ciò potrebbe ottimamente supplire il segretario ,quando si eleggesse a questo uffizio una personadotata delle qualità che sopra si è detto.
Cosi si verrebliero a fare tre cose infinitamentevantaggiose e consentanee alla provvida mente diSua Maestà. La prima si è che a’ giovani artisti sidarebbe il più potente ajuto che si possa mai dare;l’altra che non si moltiplicherebbero inutilmente ■soggetti a carico del principe o del pubblico, com-binandosi nella stessa persona molle incumbenzc che,per la relazione che hanno fra esse e colle qualitàin quella ricercate, non sarebbono di gravissimo in-comodo : la terza si è che si occuperebbe la mede -sima persona iu modo da meritarsi un onesto sti-pendio per questa via, senza esserne distratta da altrioggetti totalmente separali, il che produce semprede'gravi sconcerti in un governo.
Sarebbe adunque ulile di ordiuare che una o duevolte il mese il segretario
Ne’giorni di festa determinati reciti nell’accade-mia una lezione sopra i principj generali delle bellearti, instruendo gli uditori della natura di esse, delloro fine, degli eccellenti esemplari cosi antichi comemoderni e delle più illustri antiche c recenti operescritte per lo avanzamento di esse o che vi hannoqualche utile relazione.
Tutto quello che affrettatamente si è detto finqui va sottomesso a più diligente esame e alle vistediverse che si possono avere in un piano generale,destinato per un’accademia di belle arti. L’autoresi stimerebbe ben felice, qualora ne fosse credutocapace, di contribuire con altri suoi suggerimenti aduna cosi utile fondazione, ogni volta che Sua Mae-stà si degnasse di aggiugnere anche questa cura alleinfinite altre che si prende per la felicita di questostato.
II.
CATTEDRA BIENNALE DI BELLE LETTEREIN MILANO.
Dopo avere insegnate ai cittadini quelle facoltàche debbono immediatamente servire a renderli utili
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