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PARERI
▼ostro voi cominciate alquanto a rider di me, comedi colui che qui vengo a spacciar per nuovo unavviso sì ricantato? E chi è, mi dite, il quale oggimai non sappia che tutti abbiamo a morire? Quisest homo qui vivet et non videbit mortem ? Questosempre ascolliamo da tanti pergami, questo sempreleggiamo su tante tombe , questo sempre ci grida-no, benché muti, tanti cadaveri : lo sappiamo. Voilo sapete? coni’è possibile? Dite. E non siete voiquelli che jeri appunto scorrevate per la città cosìfesteggianti, quale in sembianza di amante, qual difrenetico, qual di parassito? Non siete voi che bal-lavate con tanta alacrità ne’festini? Non siete voiche v* immergevate con tanta profondità nelle cra-pole ? Non siete voi che v’abbandonavate con tantarilassatezza dietro a’costumi della folle gentilità?Siete pur voi che alle commedie sedevate si lieti.Siete pur voi che parlavate ne* palchi si arditamen-te. Rispondete. E non siete voi che tutti allegri ,in questa notte medesima precedente alle sacre ce-neri, ve la siete passala in giuochi , in trebhj , inbagordi , in chiacchiere , in canti , in serenate , inamori e piaccia a Dio che non fors’anche in tra-stulli più sconvenevoli ? E voi, mentre operate si-mili cose , sapete certo di avere ancora a morire ?Oh cecità ! oh stupidezza ! oh delirio l oh perversi-tà ! Io mi pensava di aver meco recato un motivoinvincibilissimo da indurvi tutti a penitenza ed apianto con annunziarvi la morte: e però mi eraqual banditore divino fin qui condotto per nebbie ,per piogge, per venti, per pantani, per nevi, pertorrenti, per ghiacci, alleggerendomi ogni travagliocon dire : Non può far che qualche anima io nonguadagni con ricordare a* peccatori la loro mortali-tà. Ma povero me 1 Troppo son rimaste deluse lemie speranze : mentre voi, non ostante sì gran mo-tivo di ravvedervi, avete atteso più tosto a preva-ricare j non vergognandovi, quasi dissi, di far cometante pecore ingorde e indisciplinate, le quali allorasi ajutano più che possono a darsi bel tempo, cra-pulando per ogni piaggia, carolando per ogni pra-to , quando antiveggono che lor sovrasta procella.Che dovrò far io dunque dall’ altro lato ? dovràcedere ? dovrò ritirarmi ? dovrò abbandonarvi in se-no al peccato ? Anzi cosi assista Dio favorevole a*mici pensieri , come io tanto più mi confido diguadagnarvi. Ditemi dunque : mi concedete voi pu-re d’ esser composti di fragilissima polvere ? non èvero 7 lo conoscete? il capite? lo confessate, sen-zachè altri stanchisi a replicarvi : Memento, homo,memento quia pulvis es? Questo appunto è ciòche io voleva. Toccherà ora a me di provarvi quan-to sia grande la presunzione di coloro che, ciò sup-posto, vivono un sol momento in colpa mortale ecc.(Predica I.)
v 3 ha egli ninno che cambisi di colore? ninno checangi viso ? Che anzi chiaramente m* avveggio chebeffe di me vi fate , come di persona che vengo aridin’i per nuovo un sì decantato avviso. E chi è,mi soggiugnete, chi è mai che oggi non sappia chetutti abbiamo per inviolabil legge il dovere una voltamorire ? Quis est homo qui vivet , et non videbitmortem ? Questo, voi mi ripetete , ascoltiam sempreda tanti pergami j questo tutto dì leggiamo su ditante lapide sepolcralij e questo, comechè mutoli,ci rammentano ad ogn’ ora tanti freddi ed esanguicadaveri: questa volgar verità ella è a tutti noi benconta j non v J ha persona che non la sappia. Lasapete voi ? Deh come ciò possibil fa ? Impercioc-ché ditemi: e non siete voi coloro che jeri appuntoin questa città per le vie pubbliche discorrevate infuta sconvenevol sembianza qual d’ amante, qualdi frenetico e qual di parassito ? Non siete voi quelliche in liete notturne brigate con tanta alacrità me-navate festevoli danze ? Non siete voi che v’immer-gevate in istrabocchevoli crapole ? e che perduti an-davate dietro accostumi della folle gentilità ? Sietepur voi che vi stavate assisi per godere le piace-voli teatrali comparse j che sì franchi apparivate iniscena. Deh rispondetemi : questa notte medesima allesacre ceneri precedente non V avete voi in giuochipassata, in trebbj ed in bagordi ? Non V avete voicondotta in canti ed in amori e in genìal conversaree forse anche in piu liberi passatempi ? E voi, cheprocedete con sì fatti andamenti, certi siete di dovermorire una volta ? Ahi cecità t deh stupidezza ! ohdelirio ! Io ct'edcami d’avenù ideato avanti un sìefficace motivo che bastevole incitamento a voi fosseper condurvi tosto a penitenza ed a provocarvi a pian-to, annunziandovi l’estremo infallibile fne: e peròqual divin banditore fin qua erami per disagiato cam-min condotto, per nebbie e per piogge, per nevi e perpantani j ed i passi solleciti n'infanimava una vigo-rosa speranza che mi dicea : e’ non può fare chequalche anima io non guadagni, a’peccatori la loromortalità ricordando. Ma povero me! ahi deluse miesperanze ! che, non ostante motivo ri grave, attesoavete a prevaricare piuttosto j ed a guisa d’ingordepecore, che allora indisciplinate crapulando vanno perogni piaggia, carolando per ogni prato, quando nati-veggiono che sovrasta già la tempesta, dal riflesso dellavicina morte prendeste a dani buon tempo maggioreincitamento. Che dovrò far io dunque ? qual partitoprendere ? Dovrò io ceder forse e ritrarmi dall’apo-stolica impresa ? Lasciar vi dovrò in seno al pec-cato ? no certamente. Ed anzi così Iddio favorevolsostegno porga a’ miei pensieri ed assistenza efficacea’ pii disegni, come io vie maggiormente mi confidoa penitenza piegarvi. Ditemi adunque : mi concedetevoi che siete di fragil creta composti ? non è egli ve-ro ? il conoscete ? il capite ? il comprendete voi ? chia-ramente il confessate senza che altri si affatichi aripetervi: Memento, homo, memento, homo, quiapulvis es? Questo a me basta, non desidero più avan-ti : a mio carico starà ora il provarvi quanto grandesia la presunzion di Co foro che, ciò supposto, un saimomento in istalo di mortai colpa dimorano ecc.