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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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DELLE BELLE LETTERE* 20Q

altri suoni che, presentatici dalla natura, ci aveva-no dilettati altre volle, come il susurrarc degli ze-firi, il mormorare do* rivi , il canto degli uccelli esìmili : e per conseguenza non solo produsse nellanostr' anima una presente sensazione aggradevolema risvegliò anche le idee d’altre piacevoli sensa-zioni passate, aumentando così iu un sol colpo pervarj mezzi la quantità e la intensione del nostropiacere. Così il dipintore non si contentò di pre-sentare al nostro sguardo una superficie d’un solocolore ovvero di più colorì , i quali collocati conuna certa proporzione od armonia venissero a for-mare un solo oggetto cd una sola sensazione. Trop-po piccola sarebbe stata la impressione che il di-pintore avrebbe fatta sull’animo nostro: e se l’artenon fosse proceduta più oltre, iu breve sarebbe statadimenticata sul suo nascere, perchè gli uomini percosì piccolo elfetto non si sarebhouo innamorati diessa nè l'avrebbono ardentemente coltivata. Ma for-tunatamente il dipintore vido che col variato usode’suoi colori e col resultalo di essi era atto arappresentare le immagini degli oggetti compostiche più ci piacevano nella natura, e così a dilettarcipiù grandemente presentandoci un oggetto piacevoleper se stesso e piacevole altresì perchè simile aduno degli oggetti che ci piacevano nella naturamedesima. Per questo modo venne egli in un colposolo a muovere aggradevolmeute l'anima nostra,presentandole, per mezzo della vista, e molti gra-ziosi colorì e la vaga ordinanza di essi in un tut-to e l’immagine d’un oggetto naturalmente pia-cevole, come un bel fiore, uu bell'albero, uua bellabestia, un bell’uomo. Egualmente, se il versificatoresi fosse contentato di scegliere certo numero di pa-role ciascuna delle quali pronunciandola facesse gratosentire all’ orecchio e di comporre le stesse parolein modo che la tale o tale altra serie o composi-zione di esse producesse un tale o tale altro suonoche venisse ad eccitare una piacevole sensazione ,siccome non avrebbe fatto se non una impressionemolto leggiera sopra l’organo dell’udito e per con-seguenza commosso assai poco l’anima nostra, cosìnon avrebbe in essa lasciato una traccia della pas-sata sensazione talmente profonda che vi venissefrequentemente richiamata 1’attenzione dell’animastessa e venisse in questa eccitato un vivo desideriodi procurarsela nuovamente; laonde l’arte dellaversificazione sarebbesi ben presto dimenticata, e ipiccoli piaceri che essa avrebbe potuto cagionarenon si sarehbono curati, massimamente in paragonedi tanti altri più grandi e più intensi che la natu-ra e la industria somministrano all' uomo. Che feceadunque l’uomo versificatore? Avvertì bensì egliche le parole materialmente considerate non eranoaltro che un suono aggradevole o non aggradino-le, secondo le diversa natura o combinazione de'suoi elementi; e che il verso altro non era che unsuono aggradevole resultante dalla diversa composi-zione di esse parole : ma avvertì ancora che la pa-rola era un segno convenuto e talvolta naturaledelle nostre idee ; e che per conseguenza la parolaera atta a rappresentare e ad esprimere i concetti

Parini, Opere.

e i sentimenti della nostr'anima. Siccome poi fraquesti concetti e fra questi sentimenti che, per ma-niera d’intenderci, passavano o potevano passarenella mente dell'uomo ce n'erano di quelli chemanifestandosi sarehbono riusciti gradevoli all'altrouomo, coll'eccitarvi delle sensazioni o coll'intro-durvi o col risvegliarvi delle idee piacevoli sia nellaloro semplicità, sia per la combinazione, relazione,proporzione e l’ordine di esse ; così il versificatoresi diede a fare un' arte sua propria di esprìmere ilpiù vivamente che fosse possibile col suono aggra-devole del verso i concetti e i sentimenti piacevolidell'anima. Ed ecco 1*espressione. Contuttociò nonpose egli qui i termini della sua arte; ma avendoosservato che certi uomini d'un carattere singolareavevano più volte chiamata a sè l’attenzione deglialtri uomini coll'eccitare in essi delle grate sensa-zioni ed idee per mezzo de' concetti e de'sentimentimanifestati e per mezzo anche delle azioni consen-tanee ai detti concetti e sentimenti, però introdusseegli questi uomini singolari, e attribuendo loro con-cetti , sentimenti ed azioni somiglianti alle loro cconsentanee al loro carattere, chiamò egli pure perquesta via l’attenzione degli uomini ed eccitò eglipure nell' anima loro grate sensazioni ed idee. Edecco V imitazione j ed ecco come il versificatore di-venne poeta, e la versificazione poesia; facoltà, se-condo la sua giusta idea , infinitamente nobile egrande.

Qui non si fermò la carriera delle belle arti ;perchè gli uomini, sempre avidi di raccogliere nuo-vi stromenti c di porre in opera nuovi mezzi ondeaccrescere il numero e la intensione de’loro pia-ceri , fecero un altro passo e ad imitazione dellanatura si valsero de’ medesimi oggetti i quali dasè soli non erano alti ad eccitare una grata sensa-zione , e componendoli con gli altri e dirigendoliad un fine fecero sì che , ora per la composizionein cui entravano, ora per il fine al quale erano di-retti, contribuissero non meno degli altri a renderbello quel tutto che doveva essere opera dell’arte,e spesse volte contribuissero ancora a rilevar me-glio e a dare maggior forza agli altri oggetti rheentravano nella composizione c così ad accresceredi forza e d’intensione il piacere che ne venivacagionato dall’arte. Osservarono gli uomini che glioggetti composti, i quali presentatici dalla naturaeccitano nell’anima nostra il sentimento del bello,qualora al nostro senso venivano risoluti in altrioggetti più semplici, fra questi oggetti più sempliciin cui l’altro era risoluto ce n’erano di quelli cheerano per sè alti ad eccitare una grata sensazionee di quelli che non producevano questo elicilo;ma che così gli uni come gli altri riunendosi di-poi nel loro composto , servivano tutti egualmentea formare un tutto che ne piaceva. Questo, cheaccadeva nella natura, appresero gli uomini ad ese-guirlo anche nell’ arte : e perciò il musico , peresempio , ammise talvolta nella sua composizionedelle dissonanze; il dipintore de'colori che nonsono per sè medesimi aggradevoli all'occhio ; il di-pintore c lo scultore ammisero talvolta qualche

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