DELLE BELLE LETTERE. 39*5
□on sia libero e suo lo studio e la industria e lafatica ?
Ma in che cosa consiste questa industria e que-sto studio che conviene usare per acquistar quellafacilità che dee risplender nelle opere dell’arte eimprontare in esse quell’ultimo carattere che de-termina la lor perfezione? Noi parleremo di ciòprima in generale e poi in particolare.
Prima di tutto 1’ artista il quale aspira di giu-gncre alla perfezione nella sua carriera dee perosservazioni fatte sui proprj e sugli altrui sentimenticonoscer l’uomo, nell’animo del quale le belle artison destinate a fare impressione, e dee conoscerloparticolarmente per rispetto all’arte ch’ei tratta.Dee dipoi conoscer gli oggetti che con isperanzadi maggiore effetto presentar si possono a lui colmezzo dell’arte stessa, sia nella realtà, sia per imi-tazione. Dee quindi l’artista conoscer la natura ele forze dell’arte sua propria, distinguer gli oggettiche sono presentabili da quella , conoscere i mezzie gli stromenli co’quali si può iu essa operare.Deve inoltre conoscer le altre facoltà j^'i analoghealla sua arte per trarne degli immediati soccorsi afavore di quella; e dee conoscere, anche le altrepiù rimote, almeno per quelle parti che possono ,quando che sia , contribuire alla ricchezza ed allaperfezione delle sue opere. Debbono parimente es-sergli note le più eccellenti produzioni che restanonella stessa arte e nelle altre più analoghe a quella,per aver così luogo d’illuminare meglio, di fecon-dare e di riscaldare la sua mente e di pigliar nor-ma nelle sue intraprese , non essendoci miglior si-curtà di quello che sia per costantementq piacerein avvenire che quello che è generalmente e per-petuamente piaciuto. Oltre a tutto ciò , fa di me-stieri che l’artista si eserciti lungamente nell’artesua e che per questo esercizio conseguisca egli sem-pre maggiore altitudine a contemplare nel loro piùconvenevole ed opportuno aspetto gli oggetti, a ve-dere i lati per cui meritano d’ esser presentati , eper questo motivo avvezzi sempre più la sua mentea collegare le idee, a creare i pensieri, a concepirei disegni , e tenga sempre in moto 1’ anima e lafantasia, sicché queste acquistino viemmaggior forzaad esprimere le dette cose con verità, con precisio-ne e con naturalezza. Per ultimo conviene che l’ar-tista si addestri talmente coll’esercizio a rettamenteapplicare i mezzi e maneggiare gli stromenti del-l’arte sua che poi questi quasi senza presente ri-flessione di lui secondino ed esprimano sempre me-glio a forza di replicati atti le intenzioni e i con-cetti e i movimenti della costui mente e della co-stui fantasia. Questo è quanto era da dirsi in ge-nerale sopra i mezzi che l’artista dee porre pergiugnere a quella facilità del bene operare la qualepoi rilucendo nelle opere, presenta in esse l’ultimavenustà e perfezione dell’ arte.
Ora volendo noi discendere al particolare perconsiderar la facilità dell’esecuzione che dee ri-splender ne*particolari soggetti dell’arte, ricercasiche l’artista, il quale si è preparato colle disposi-uoni accennate di sopra, esamini e conosca in tutte
Panni, Opere.
le sue parti il soggetto che egli ha da trattare, perpoter da esso ricavar tutte quelle forme che sonopiù atte a servire all’intenzione dell'arte ed alproducimento del hello.
Vedute queste forme, l’artista ammaestrato dallariflessione e addestralo dulia pratica sente in un su-bito quale più ìntima relazione queste forme abbia-no fra se, vede con quale ordine possano esser piùutilmente e più dolcemente concatenate , e conce-pisce quasi in un medesimo tempo il bisogno delsuo tutto, di modo che viene questo a riuscire co-me gittato d’un sol colpo e non già composto pervìa di successivi aggiugnimenti di parti; la qualcosa comparendo nell’ arte , nuoce troppo più chenon si crede non meno alla facilità che agli altriprincipj delle belle arti da noi finora stabiliti.
Ma poiché trattasi di esprimere al dì fuori co*mezzi proprj di ciascun’ arte il concetto mentale ePimmagine fantastica dell’artista, cosi questi mezzie questi stromenti, i quali hanno per così dire ap-preso dalla osservazione e dalla pratica ad essereadoperati ne’ tali casi e nel tal modo secondo i di-versi generi de’soggetti, corrono ed agiscono comedi per se sotto alla mano del maestro nell’atto del-P esecuzione e seco producono i capi d’opera del-Parte con una facilità e naturalezza maravigliosadi operazioni. Ecco pertanto in qual modo si ve-rifica che l'arte è difficile e che nonostante nelleeccellenti opere di quella risplende quella facilitàche inganna i semplici e gli idioti e fa loro crederedi poter sul momento produrre altrettanto, e cheridendo li lascia poi delusi nell’atto dell’esecuzione;poiché questi , sorpresi dall’ agevolezza del parto ,non rifletterono alla difficoltà ed alla lunghezza delportato.
Da tutte le cose fin qui dette, le quali condu-cono P artista a potere operar facilmente e a tras-mettere per conseguenza il carattere della facilitànelle sue opere , può agevolmente rilevarsi a qualisegni spezialmente questo carattere si riconosca nelleopere eccellenti.
Questo carattere in quanto si appartiene alla in-venzione può riconoscersi dal perfetto accordo ditutti gli altri principj , dalla perfetta composizionedelle parti nel tutto e dal perfetto scioglimento diquesto nelle parti, operati per i più semplici e mi-gliori mezzi possibili e renduti sensibili per quantosi appartiene all’espressione colle forme le più pro-prie, le più naturali e le più opportune che richie-der si possa nel dato caso.
Queste cose ottener non si possono quando l’ar-tista non abbia le facoltà che di sopra si sono an-noverate. Ma qualora egli le abbia, non può egli,generalmente parlando, non eseguir le dette cosefacilmente : la facilità del lavoro non può non com-parire nell’ opera , e 1’ opera per conseguenza deecosì aver quel pregio che é il compimento e la per-fezione di tutti gli altri, cioè la facilità, della qualesi è abbastanza parlato.