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Tomo primo
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rabile, ed a’ greci glorioso, quanto che questi furono neglistudj veramente originali ; e si aprirono vie da nessun altroprima battute, mentre i romani non furono che pedisequi,e coltivarono i campi della letteratura, dissodati già moltoprima da’ greci.

Differenza de* Nè minore sarà il vantaggio dalla parte de’ greci se ci

giuochi lette-rari ne’ greci volgeremo a guardare lo zelo, con cui le due nazioni si

e ne’ romani. 0 ° *

diedero a proteggere, ed incoraggire i buoni studj. X grecifin da principio con mille onori portarono in trionfo la col-tura delle lettere. I giuochi ed i combattimenti letterarj,ne’ quali fra le acclamazioni e gli applausi di tutta la na-zione coronato si vedeva l’ingegno e il sapere, che unagran parte ebbero, come abbiamo detto di sopra, nel rapi-do avanzamento della greca letteratura, posson servire a dar-ci una chiara pruova della diversità, che passava anche inquesta parte fra l’una e l’altra nazione. Determinare qualsia precisamente il tempo, onde il principio di tali giuochi sidebba prendere, non è cosa si facile , diverse essendo le no-tizie , che su tale materia s’incontrano negli antichi. Plato-ne (a) dice, che fino dalla più remota antichità si tenevanoalla tomba di Teseo poetici combattimenti 5 ed alcuni li ri-feriscono alla guerra di Troja, quando il grand’Achille lamorte dell’amico Patroclo con ogni sorta di giuochi volleonorare, Plutarco a buon conto una assai rimota antichitàne riconosce, dicendo, che Acasto gl’istituì nel funerale diPelia suo padre, e che Sibilla ne restò vincitore. La tradi-zione vera, o favolosa che sia di essere «rimasto Esiodo pelgiudizio di Panide superiore ad Omero prova almeno, che dilunghissima vetustà riputate erano tali contese. Ma ancorché

(a) In Minos .