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vescovo Alessandro ; e dagli scritti dì questa aver ricavataEusebio gran parte delle storiche sue notizie egli stesso ilconfessa. Noi sappiamo ancor, che nell’Africa la chiesa d’Ip-pona manteneva una biblioteca, poiché santo Agostino, comenella di lui vita dice Possidio, vicino a morire continuamen-te raccomandava, che avesser ben cura, che conservati fos-sero a’ posteri la biblioteca e tutti i codici della chiesa. Daqueste premure, che per l’erudizione de’ loro chierici si pren-de van le chiese, derivava la coltura de’ primi padri, e neveniva, che i più dotti uomini in ogni maniera di disciplinesi trovassero appo i cristiani.
Ma questi principi dell’ecclesiastica letteratura, che ab- Secolo d , orobiam veduti finora, non si possono considerare che come istlc^uttera-primi suoi albori , e come l’aurora del chiaro giorno dellesacre scienze : il pieno suo lume apparve soltanto nel quar-to secolo. Non che uomini grandi ed eruditissimi autori nons’incontrino nel secondo e nel terzo secolo, che molti ne ab-biane fin qui mentovati degni della più profonda venerazio-ne de’ letterati ; ma perchè nel quarto vennero in più grancopia, ed alla vastità della sacra e della profana dottrina legrazie accoppiando d’un assai colto e polito stile, diedero piùchiaro lustro all’ecclesiastica letteratura. Può però il quartosecolo dirsi a ragione il secolo d’oro della chiesa ; e l’epocadi Costantino e di Teodosio è per le sacre scienze il ^secolod’Augusto. Arnobio.e Lattanzio, nomi immortali alla religio-ne, aprirono felicemente quel secolo, e cogli eleganti loroscritti pieni di dottrina e di eloquenza portarono in trionfola religione e le lettere. Eusebio cesariense bastava egli soloper fare la gloria di molte età : la preparazione , e la dimo-strazione evangelica, il libro contra Jerocle, ed altre operesimili gli acquistarono un luogo distinto fra gli eruditi, non■Tomo 1.
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