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Tomo primo
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Concilj.

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meno che fra gli apologisti del cristianesimo: l’opera de’luo-ghi ebraici, l’esposizione de’ cantici, i comentarj de’ salmie d’Isaia, i canoni de’ sacri vangeli, e parecchj scritti di ta-le materia lo fanno comparire nel novero degl’interpreti del-la scrittura; e a vista de’ dieci suoi libri della storia, delcronico, della vita di Costantino, e del libro de’ Martiri diPalestina chi vorrà negargli l’onore di essere chiamato il pa-dre deH’ecclesiastica storia? egli insomma fu grandemente be*nemerito di tutte le parti, che alla sacra letteratura s’aspet-tano, e il suo nome in ogni sorta di scritti ecclesiastici si ve-drà sempre primeggiare. Fioriva ai medesimo tempo Atana-gio, quell’instancabile ed invitto atleta della religione , allacui gloria immortale non meno valsero i dotti suoi scrittiche l’eroiche gesta, e le azioni sovrumane a difesa dellacattolica fede eseguite. Dietro lui venne Ilario, detto da sanGirolamo Rodano di cristiana eloquenza. 'Vittorio, OttatoMelivetano, Epifanio, ed altri infiniti dottori di uguale gri-do occuparono la metà di quel secolo, gloriosamente coro-nato da Basilio , da’ due Gregorj, nisseno e nazianzeno, daAmbrogio, da Girolamo, da Agostino, da Grisostomo, inomi de’ quali seco portano un elogio molto superiore aquanto dir possano le nostre voci.

A rendere vie più chiaro questo lieto secolo della chiesasembrava, che tutti gli avvenimenti con felice combinazioneconcorressero. Imperciocché le eresie stesse, che l’infestarononella religione, non poco contribuirono alla sua coltura ederudizione, ed alla maggiore sua celebrità nella storia eccle-siastica e nella letteraria. Quindi nacquero tanti e sì illustriconcilj, quali non più si sono congregati nelle altre età.Assemblea più nobile di quella di Nicea, dove persone sì ri-spettabili per la santità e pel sapere si radunassero, non si