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vede registrata negli storici fasti d’alcuna nazione al mondo.
Il piccolo concilio Uliberitano, tenuto al principio di quel se-colo in un angolo della Spagna, e composto soltanto di di-ciannove vescovi, e di ventisei preti, ha ottenuta maggiorecelebrità nella storia, e più attento studio si è meritato da’teologi che non molte numerose adunanze d’altri secoli, allequali centinaja di vescovi, e gran folla d’altre persone rag-guardevoli concorsero. I concilj cartaginesi, e gli arelatesi,l’ancirano, l’antiocheno, e tant’altri allor celebrati presenta-no le più oculate decisioni, e le istituzioni più savie per lareligione e per la condotta della chiesa, e formano l’oggettodegli studj de’ nostri dottori i più illuminati. In quel medesi-mo secolo ebbe principio lo studio del dritto canonico, che no ^‘ to ca ‘una non picciola parte costituisce della sacra letteratura. Nonconoscevano da principio i fedeli altre leggi che l’interna leg-ge della carità, che lo Spirito Santo infondeva ne’loro cuori.
Gli apostoli, e i padri apostolici secondo la dottrina ricevu-ta dal divino Maestro governavan le chiese, e regolavano ifedeli alla loro cura soggetti, senz’aitri canoni, nè altri sta-tuti; i successori, dall’esempio e dalle massime loro istruiti,seguivano lo stesso piano ; e tutta la legge ecclesiastica conte-nevasi nella tradizione de’ consiglj e de’ precetti dati da’primi maestri della religione nelle occasioni, che li richiede-vano . Era ben difficile che, crescendo il numero delle chie-se , e moltiplicandosi in gran copia i cristiani, bastar potesseun tale metodo al loro regolamento . Infatti spesso nasceva-no delle contese, che non era possibile decidere sì facilmen-te ; ed allor congregandosi varj vescovi, la prudenza di mol-ti stabiliva quelle costituzioni , a cui bastato non sarebbe lostudio e la meditazione di un solo. Questi sinodi di prela-ti , che ne’ primi tre secoli per timore de 1 gentili non si pò-