Band 
Tomo primo
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Teodulfo, d’Alcuino, e di varj altri versi incolti sì, e lon-tani dall’eleganza de’ buoni tempi, ma che pur conservavanoqualche ombra di metro e di latinità. Decadde poi semprepiù la poesia ; pochi poeti sentironsi, e que’ pochi appenasapevano far distinguere i loro versi dalla prosa comune. Lasana critica, la buona filosofia furono affatto sbandite, e glistud) sacri restarono in totale abbandono. Nel principio dell’opera di Reginone dell’ecclesiastica disciplina leggesi la for-inola delle inquisizioni, che dovevano fare i vescovi in tuttele lor diocesi; e per ciò che risguarda i preti era così "propo-sta la ricerca: „ Si evangelium, et epistolam bene legere„ possit, atque saltelli ad literam ejus sensum manifestare.„ Item : si sermonem Athanasii de fide sanctissimae Trinitatis„ memoriter teneat, et sensum ejus intelligat, et enuntiare„ sciat , etc. „ Dalle quali parole conchiude il Baluzio :„ Ea erat saeculi infelicitas, ut necesse esset presbyteros ab„ episcopis interrogati, utrum bene legere nossent „ . Esoggiunge , che al tempo di Carlo Calvo un certo Gislemaroproposto all’arcivescovato di Reims leggeva sufficientemente iltesto de’ vangeli, ma niente di esso poteva intendere. Cosile vigilie e le fatiche di sì illustri personaggi restarono delu-se; e le scienze protette con tanto impegno in vece d’acqui-stare splendore caddero nella più lagrimevole oscurità. Que-sto è uno de’ fenomeni strani e difficili ad ispiegarsi, che of-fre ad un attento filosofo l’aspetto della letteratura.

Ma io altra ragione non so trovare di questa , che sembrastravanza dello spirito umano, se non le troppo ristret-te e poco giuste idee, che avevano della letteratura queglistessi, che la volevano ristorare . Perchè infatti le mire dell’imperadore, d’Alcuino, di Teodulfo, e di quanti s’adoprava-no alla riforma degli studj altro oggetto non avevano che il

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