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padri non s’intendevano le scritture, concilj e storie eccle-siastiche non si sapeva che fossero ; e que’ medesimi, che do-vevano istruire il popolo, non potevano che travedere ne’ mi-sterj della religione. Così le lettere sacre e le profane cad-dero in una totale obblivione; e le premure di Carlo Ma-gno e de’ suoi successori per la coltura de’ popoli, e pelrisorgimento delle scienze restarono infruttuose, e anzichégiovare si può dir che servirono a dare l’ultimo tracollo allacadente letteratura, rendendola odiosa, e alienando gli animidal proseguimento degli studj.
Penuria di A tale funesto avvenimento non poco contribuì, come
ne di mag-osserva il Muratori (a), la penuria della carta, che comincio
gior decadi- ' '
mento. a soffrirsi a que’ tempi. La divisione degl’imperj, e la con-quista dell’Egitto fatta dagli arabi privarono l’occidente delcommercio con quella nazione, ed introdussero in queste par-ti somma scarsezza del papiro egiziaco, ciò che obbligava anon iscrivere che in pergamene. Il prezzo di queste trattene-va molti dal trascrivere i libri, e ciò ch’è molto peggio, es-sendo tanto cercati i salterj, gli antifonarj, ed altri libri dichiesa, faceva cancellare in molte pergamene le dotte opered’antichi autori per farne libri corali ; e però i buoni librioltremodo diventarono rari, e gli autori del secol d’oro ap-pena si potevano avere. In tutta la Francia non si trovava-no completi i libri De oratore di Tullio, ne le istituzioni ora-torie di Quintiliano, come verso la metà del secolo nonoscrisse al papa Benedetto III Lupo Ferrariense . Questa man-canza di libri facendosi ognor maggiore, accrescevasi vie piùla difficoltà d’erudirsi ; e l’ignoranza e la barbarie mettendopiù profonde radici avevano ampliati i loro confini, e di tut-ta l’Europa godevano il quieto possesso.