Band 
Tomo primo
Seite
130
JPEG-Download
 

130

da per tutto vennero fuori di quell’opera magistrale. Lasciostare l’Alfa di Ben Maath, rinomato poema sopra l’arte re-torica , lascio gli eruditi comenti del dottor Almoradeo, la-scio infiniti altri scritti, che tale materia illustrarono, poichéimpossibile cosa fia volerli tutti lodare, mentre nella sola li-breria dello Escuriale ancora dopo tante vicende, e dopo sìlagrimevoli perdite se ne vedono più di sessanta . Una nazio-ne , ch’era tanto sollecita di formarsi ottime leggi d’eloquen-za , è ben credibile, che si prendesse maggiore premura permetterle in esecuzione . Così infatti vedesi celebrato un Ma-lek come un oratore di tanta forza, che possibile non eraresistere alla sua eloquenza. Lodasi uno Schoraiph comeun singolare portento neU’accoppiare sì felicemente la facon-dia 'oratoria colla poetica dilicatezza. Contansi molt’altrioratori presso gli arabi per particolari pregj distinti ma so-pra tutti campeggia il rinomato Alhariri. Se i greci si glo-riavano d’un Demostene, e i romani d’un Tullio, gli arabivantano parimente il lor Alhariri, il qual viene riputato ilTullio, ed il Demostene di quella nazione. Quest’illustreoratore ed erudito filologo, oltre molte composizioni piene dieloquenza, certe orazioni accademiche lasciò scritte, molto ri-cercate dagl’intendenti , illustrate ed encomiate da tutte le ac-cademie , ed ancor a’ tempi più colti stimate degne dal Co-lio, dallo Schultens e dal Reiske d’essere riportate all’intelli-genza degli europei. Schìraz era solito a dire, che tali orazio-ni non in lino, nè in pergamena, ma in seta ed in oro si do-vevano scrivere. Oltre l’eloquenza profana avevano altresì gliarabi la sacra oratoria. Nella biblioteca dell’Escuriale s’incon-trano molte prediche sciolte, e molti libri pieni di esse a guisade’sermonari. I musulmani predicatori chiamavansi khateb ,nome , che prima si dava generalmente agli oratori ; siccome