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khotbah si dicon le prediche, nome pure una volta comunealle pubbliche arringhe. Le sopraccitate prediche dell’Escurialeci mostrano l’uso praticato ne’ loro pergami, di cui mi saràlecito darne qui una leggiera notizia cavata dal Casiri. Colrendimento di grazie , e colla professione della fede si dà prin-cipio alla predica : ciò fatto, per la salute del re e per lafelicità del regno prega il predicatore, e domanda la venia alre, se vi si trova presente, e lo consiglia a prestare attenzio-ne alla divina parola \ quindi l’argomento propone delia suaorazione , e provalo co’ testi dell’alcorano, coll’autorità de’dottori, e cogli esempj ; e finalmente rivolgendosi al popololo riprende de’ vizj, ed a vivere onestamente l’esorta. Matroppo ci siam trattenuti seguendo le tracce della retorica de-gli arabi, e molte altre parti ci rimangono da osservare nel-la loro letteratura .
La sola poesia darebbe ampia materia a molti volumi achi volesse trattarla con qualche dignità, potendosi asserirecon verità ciò che dovrà sembrare un’iperbole dell’anonimoautore della Storia della poesia francese pubblicata nel 1717,quando dice, che la sola Arabia ha prodotti più poeti che tut-to il resto del mondo insieme. Ma noi ci ristringeremo a ren-derne una brevissima contezza. Che questo fosse il primo stu-dio, anzi l’unico per molto tempo, a cui qualche amore por-tarono que’ rozzi ed incoiti asiatici, ne fanno fede i poeti,che ricordati vengono con onore di que’ tempi appunto, incui appena conoscevasi l’alfabeto nell’Arabia, e quelle acca-demie, o que’ giuochi poetici, che tutti gli anni nella cittàd’Ocadh si tenevano, e che poi furono distrutti da Maomet-to. Al tempo di questo famoso impostore, ed in sua lode com-pose Zohair un poema, che ancora si conserva presentementenell’Escuriale. In tutti i tempi di poi continuatamente la poe-
Poesi'a.