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Tomo primo
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parnasso greco fiorirono . Le storie e le biblioteche poeticheprovano lo stadio della poesia d’una nazione * e queste erano'presso gli arabi comunissime, Abilaba Abdalla, tuttoché fi-glio fosse del califo Motaz, non isdegnò d’occuparsi in iscri-vere un Epitome della classe poetica 3 in cui le vite si narranodi Fj i poeti, e alcuni saggi si riportano de’ loro versi. Un’opera intitolata Teatro de ’ poeti formava una biblioteca in 24

tomi compresa. Noi abbiamo nominato di sopra alcuni scrit-

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tori, che de’ soli spagnuoli formarono poetiche biblioteche.Nè si potrebbe confare colla brevità di quest’opera il dare uncatalogo non che de’ poeti, ma degli autori soltanto, che bi-blioteche e storie composero de’ poeti. Il furore di poetaredeH’Italia ne’ secoli scorsi si fece vedere nelle accademie poe-tiche, che scaturivano da per tutto, e tali accademie non fu-rono meno frequenti presso gli arabi posseduti dallo stessoprurito di verseggiare. Noi abbiamo ancora molti Divari 3 chesono le raccolte delle poesie recitate in quelle adunanze, eparecchj n’esistono nella biblioteca deH’Escuriale. Le materiedi tali raccolte sono comunemente or eroiche, or satiriche,or morali. Il Divari di Abu Navas, uno de’ più famosi arabi,comprendevale tutte. Celebre è il Divati di Ben Mokanes perle facezie e per l’acutezza de’ versi ; onde viene egli stima-to il Marziale degli arabi. I poemi didascalici erano talmen-te adoperati dà essi, che la grammatica, la retorica, e tut-te le scienze più astruse, i più involuti punti teologici e mo-rali, tutto si sottometteva alla didascalica poesia. Gli annali,e varie storie esposte in versi formavano altrettanti poemi, chepiù alla classe de’ didascalici, che non a quella degli epici sidebbono riferire. Egli è però assai notabile, che fra tante mi-gliaja di composizioni poetiche una Iliade, un’eneide, un poe-ma epico degli arabi non l’abbiamo assolutamente. Nè più co-