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Tomo primo
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rale fa trattata con favole e con proverbj, non con iscrittimetodici. L’opera più filosofica , di più sublime e giusta dot-trina di quante scritte vennero dagli arabi filosofi, è il soprai*iodato romanzo di Tofail.

La fisica, sebbene fu oscurata colle sottigliezze degli ara- storia na.bi scolastici, ricevè però molti lumi da’ viaggiatori naturali- turale ‘sti. La storia naturale fu studiata Con molto ardore dagliarabi filosofi. Ibn Khadi Schiaba, Abu Othman, ed alcunialtri assai diligentemente scrissero degli animali. Il persianoAbu Rihan Albiruni fu un dotto filosofo nel quarto secolo'dell’egira , ed autore di molte opere lodate da’ suoi. Abul-feda sopra tutte commenda la sua geografìa, siccome piena diesattezza e di verità. Ma noi citeremo di lui soltanto il trat-tato Del conoscimento delle pietre pratose , che si conserva nel-la biblioteca dell’Escuriale. Quest’e/iudita ed utile opera, chenon meno di quarant’anni di viaggi, di studj, di osservazio-ni e di fatiche costò all’autore , nel tempo stesso che spar-ge di molti lumi la storia naturale serve altresì a far vede-re, che molti altri arabi prese avevano tali materie ad illu-strare, e che le fisiche cognizioni di quella nazione non era-no ristrette alle peripatetiche sofisticherie. Lamentasi il Freind(a), che ogni parte della naturale filosofìa, ma la botanica piùd’ogni altra ha ricevuto gran detrimento dalle versioni degliarabi, e che quantunque proceduti sieno coloro con maggio-re fedeltà nel darci Dioscoride che nel traslatare gli altrigreci, pure sono sì frequenti gli sbaglj, che hanno presi nelleinterpretazioni di lui, che appena nelle loro traduzioni rav-visasi Dioscoride, ut vix Dioscorìdem agnoscamus . Pochi, cre-do , vorranno assumersi la fatica di verificare la censura del

(a) Hist. med .