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Tomo primo
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che occupava gli animi degli arabi per l’alcorano, in millericerche dell’ultima minutezza li faceva discendere, e la sot-tigliezza de’ loro ingegni ognor produceva nuove questioni,che materia prestavano a molti trattati, ed a libri senzaline. Gli studj sacri si coltivavano col medesimo ardore, concui si abbracciava la religione j e quindi i principi ed i si-gnori più cospicui, le persone divote e religiose, e tutto ciò,che di più rispettabile trovavasi nella nazione, si facevano undovere di dedicarsi col maggiore impegno a promuovere quel-le scienze. Il califo Raschid prese a suo maestro del drittol’erudito Asmai, uomo sommamente versato nelle tradizioni,e che aveva acquistata perfetta intelligenza dell’alcorano.Rossa, da noi sopra lodato, ebbe sotto la sua disciplina legaleil famoso Almamon. E tutti gli altri principi parimente se-guirono quegli studj, a cui menavagli lo zelo della religione .Siccome l’alcorano era il codice delle loro leggi s'x canonicheche civili, ed il fonte della loro teologia, così era assai fre-quente il vedere i dottori del dritto faticar parimente intornoalle quistioni teologiche. Infatti Asmai maestro nel dritto scris-se in teologia un libro molto stimato col titolo di Fondamentidella teologia scolastica . Al Safei si dichiarò aperto nimico diquesta teologia, e si fece capo d’un’altra setta chiamata de’sonnìti: questi fu il primo a ridurre a sistema la loro giuris-prudenza, e il suo libro de’ Fondamenti del musulmanismo tut-to comprende il dritto civile e canonico de’ maomettani. Laprodigiosa quantità di sette, che le scuole teologiche degliarabi dividevano, offre la più convincente prova dell’ardore,con cui si coltivavano tali studj. Già fino dal principio na-cquero gli schiiti , seguaci di Ali, e reputati come scismatici.Hakem creò la setta de’ tnobeyydid ; gli hanifiti vengono d’A-bu Hanifah, autore di tre libri famosi, l’appoggio , la teologia