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scolastica , ed il maestro . V’erano in oltre i \endicisti , che po-tevano dirsi i loro manichei 5 i mota^aliti simili a’ sociniani;e diverse altre sette, le più famose delle quali il numero ol-trepassano di settanta. Hottinger nella Storia orientale , e Po-cok nel Saggio della storia arabica ne hanno lungamente par-lato: a noi basta ricordarle, per mostrare, che non solo colti-vati furono dagli arabi tali studj, ma che ne fu portata all’eccesso la coltura. Diremo finalmente, per far vedere, chenon rimase paese alcuno della teologia straniero agli arabi,che nella biblioteca dell’Escuriale molti libri ascetici trovansi,molte regole monastiche, e molti scritti di mistica in ognimodo, che sono altrettanti monumenti dell’infaticabile ed in-dustrioso zelo di que’ letterati in promuovere ed arricchire ilor sacri studj. Io passo sotto silenzio gli Alrassa, gli Altaph-tazani, ed infiniti nomi di celebri dottori ; basta aprire la Bi-blioteca orientale dell’Erbelot, che difficilmente si troverà pa-gina , dove registrato non sia il nome di qualche famoso teo-logo, o giurista de’musulmani : tralascio migliaja di pandette,d’istituzioni, di trattati, di conienti, di somme , di metodi, ed’altri scritti sopra il dritto civile ed il canonico, sopra lascrittura, e sopra le tradizioni, sopra la teologia dogmatica,e sopra la scolastica; e finisco col chiedere perdono a’ leggi-tori se troppo gli ho nojati con sì 'lunga trattazione degliarabici studj. L’ampio campo, che in tutte le sue classi a’ no-stri sguardi presenta l’arabica letteratura , mi ha indotto a la-sciar correre la penna più liberamente che l’istituto di quest’opera non permette: la materia, benché tanto preziosa nonsia, come quella della greca letteratura, è non pertanto assaipiù abbondante; e l’essere meno esposta agli occhi del popo-lo letterario dà qualche dritto alla diffusione di questo capoper ottenere l’indulgenza de’ leggitori.