15 6
CAPITOLO XI.
DELL!INFLUENZA DELL ARABICA LETTERATURANEL RISORGIMENTO DELL EUROPEA .
T ’
Parallelo JLj ardore, che animava gii arabi nella coltura delle lettere
dell’arabica °
eoiugrécai un gi dall’ottenere da’ posteri grata memoria ha riportati da
mana!* r °' molti i più amari rimproveri. Se le scienze restano in Euro-pa per lunghi secoli avvolte nelle tenebre, di ciò sono incolpa gli arabi, che vollero mettere in esse le profane lor ma-ni 5 se l’amore delle belle lettere non risorge nelle nostrecontrade, ciò deve imputarsi a! medesimi, che col furore del-le implacabili loro armi tenner lontane le Muse, e in uncoll’impero fecero dominare la barbarie ; se il diletto insom-ma de’ buoni studj è svelto da’ cuori degli uomini, rei nesono gli arabi, che hanno soffocati tutti i semi del buongu-sto letterario. Ma comecché in questa guisa senta da moltiragionarsi intorno agli arabi, io nondimeno non posso a sìdura ed aspra sentenza acconsentire. Certo quanto nel pre-cedente capitolo abbiamo detto fa vedere assai chiaramentequanto fosse studiosa delle lettere quella nazione, e con quan-to zelo si adoperasse a promuoverne la coltura. La protezio-ne de’ principi accordata alle lettere, i premj e gli onori ot-tenuti da’ letterati, la copia de’ libri, il numero de’ maestri,la frequenza delle scuole, e l’abbondanza d’ogni sorta di mez-zi di sapere, sono pregi, che alla romana letteratura bensì edalla greca convengonsi, ma che più d’ogni altra proprj sipossono dire dell’arabica. Pur nondimeno io sarò ben lonta-no dal voler mettere del pari questa cotanto negletta e bia-simata da alcuni con quella da tutti giustamente commenda-ta. Non che gli arabi, promotori d’ogni classe di studj, nonabbiano però alcuna ragione di pretendere la preferenza sopra