Band 
Tomo primo
Seite
161
JPEG-Download
 

i6i

dagli arabi, come da molti si vuole comunemente con gravis-simi fondamenti, furono certo promosse da’ medesimi, ed ac-cresciute d’assai. La botanica, la storia naturale, e la medi-cina, la geometria, l’ottica e l’astronomia non lievi pro-gressi fecero per opera degli arabi, come di sopra abbiamoveduto. Molti arabi geografi, seguendo le pedate di Tolommeoe d’altri greci, seppero andare più avanti, ed arricchire dinuovi lumi la geografia. Dalle tavole di longitudini e dilatitudini di molti siti dell’oriente di Abu Ishak Ibraim IbnIahia potè Abramo Hinkelmano molti errori di geografìa cor-reggere , sopra la quale dice (a) : maxima adjumenta et lumenin posterum arabismo debebimus . E chi non sa quanto abbiaquesta guadagnato col libro del geografo nubiense, che puòa ragione chiamarsi il Dellisle degli arabi ? A commendazio-ne de’ lumi storici di quella dotta nazione non citerò già gliAbulfeda, gli Elmacin, ed altri scrittori ben conosciuti nellelatine traduzioni ; basta solamente osservare quanto vantaggiodagli arabici storici ricavino gli eruditi inglesi per la lorostoria universale ; quante notizie interessanti da piccoli fram-menti soltanto di storia pubblicati dal Casiri nella Bibliotecaarabico-ìspana raccolga per la sua Spagna sacra l’agostinianoRiscoj e quanto ne profittino tutti gli storici, che possonoattingere a’ fonti arabici.

A tanti beni venuti alle scienze dagli arabici studj si op- scolastica,pone un fatale danno, che vuoisi arrecato da’ medesimi,capace esso solo di contrabbilanciare quanto di giovevole e diutile abbiano fatto gli arabi alla repubblica letteraria. Quest’èl’avere introdotto nelle nostre scuole le sottigliezze metafisi-che, le peripatetiche questioni, lo smisurato uso delle dialet-

(a) Praef. Alcor. apud Fair. BUI ant. p. 189.

Tomo I.

x