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Tomo primo
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tiche cavillazoni nella filosofìa, e in tutte le altre facoltà y einsomma ciò, che viene inteso sotto il nome di scolastica;quella scolastica , che per tanti secoli ha tenuto in ceppi l’u-mano intelletto, quella scolastica micidiale nimica di tutte lescienze, e della stessa verità. Io piango il gravissimo pregiu-dizio , che il genio scolastico produsse alla buona letteratura,e non ignoro, che questo molto s’invigorì coll’abbracciarsi da’nostri le traduzioni, i comenti, e gli scritti degli arabi auto-ri 5 ma pure accordar non posso, che sia dagli arabi derivato~~ ne’ cristiani lo spirito scolastico, e che i musulmani filosofidebbano chiamarsi rei d’averla introdotta ne’ nostri lice?.Spero, che non dovrà essere discaro a’ leggitori, nè inoppor-tuno al nostro argomento l’esaminare questo punto, che nonvedo dilucidato da altri scrittori.

Ondine dei- Io non so persuadermi, che l’ingegno umano, dormendoper tanti secoli in lungo sonno, potesse star molto tempo sen-za dar fuori in bizzarri sogni, e non occupandosi in esattedimostrazioni e in sodi ragionamenti sapesse tenersi in unaperfetta inazione, anziché perdersi in sottili vaneggiamenti. Lospirito umano abborre l’ozio come la propria morte; e se nonpuò impiegare la sua attività in utili ricerche , piuttosto chenon far nulla correrà dietro alle più frivole questioni : se lematematiche e i buoni studj cedono il posto alla dialettica,d’uopo è che venga fuori la scolastica. Il Renaudot nella dis-quisizione De barbaricis Arìstotelis librorum versionibus , riportatadal Fabrizio nel tomo duodecimo della Biblioteca greca, osser-va opportunamente , che i libri d’Aristotile furono pochissimoconosciuti nell’occidente, toltane la sua dialettica, e che fra’cristiani per una strana fatalità gli eretici comunemente era-no partigiani delle peripatetiche cavillazioni, mentre i santipadri abbracciavano la filosofìa di Platone. Il Launoy nel suo