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Letteratura-
ebrei, e tutti insomma quanti acquistar volevano medichenotizie bisognava che andassero in cerca degli arabi, frequen-tassero le loro scuole, si applicassero alla lettura de’ loro li-bri , ed alla magistrale loro sferza si sommettessero. Medicina,arabica ( dice il Freind ) in Europam ingenti cum plausu advectaest $ et haec , aliaeque disciplinae cito per occidentem inclaruerunt :ex quo factum est ut secalo undecimo naturalis philosophiae stu-dia artesque liberales vulgo studia saracenorum vocitata sint .Quindi a ragione potremo noi sostenere, che l’origine del ri-sorgimento della matematica, della medicina, e di tutte lescienze naturali: si dèe ripetere dall’arabica letteratura.arabica sor- Quando altro merito non avessero gli arabi che d’averefresai d deir t enute in deposito le scienze abbandonate dagli europei, e diavercele poi generosamente trasmesse , ogni uffizio di grata ri-conoscenza dovrebbono ottenere da’ letterati moderni. L’Eu-ropa dietro alle dialettiche ciance perduta non avrebbe cono-sciuto nè Ippocrate, nè Diosco.ri.de, nè Euclide, nè Tolommeose non le fossero stati comunicati da’ saraceni,, nè avrebbesaputo in qual guisa istituire le osservazioni astronomiche , nècome farsi ad esaminare gli oggetti della storia naturale sen-za la scorta di quegli sperimentati maestri : il fuoco sacrodelle scienze, come dice il Bailly, sarebbesi estinto senza diquesti, e l’Europa sarebbe rimasta perpetuamente sepolta nellaignoranza ed oscurità, in cui giaceva da tanti secoli. Ma gliarabi ci trattarono con più nobile generosità : non contenti ditramandarci l’acquistato tesoro del greco sapere , ne volleroancora accrescere i fondi, aumentarono colle loro fatiche lericchezze scientifiche, e liberalmente ne fecero dono agli eu-ropei , che le sapevano stimare. Quindi gli scritti arabici nonsol risvegliarono nel principio la notizia ed il gusto de’ gre-ci,, ma seguitarono per lunga pezza a fomentare la. curiosità.
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