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Tomo primo
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testimonj possa a suo favore allegare la Spagna che nissun’al-tra nazionej certo è, che quel valentuomo ch’egli è stato siè formato • intieramente nella Spagna sotto la disciplina degliarabi, e che le utili cognizioni, che in materia di chimica edi medicina sparse per l’Europa, tutte erano ricavate da’ librie dalle scuole di quella gente. Lo spagnuolo Raimondo Lul-lio, famigliare di Bacone e d’Arnaldo, fu dell’arabica linguaspertissimo, e per lo zelo del cristianesimo ebbe molto com-mercio co’ saraceni. Dell’arte chimica dunque di questo scrit-tore famoso, delle cui opere quasi infinite si può vedere ilcatalogo nella Biblioteca spagnuola di Niccolò Antonio, eccoqual gloriosa idea ci presenta il Boerhaave, giudice in questamateria maggiore d’ogni eccezione (a). Dopo aver detto chenessun fìsico non ha saputo meglio de’ chimici conoscere, edescrivere l’indole, le virtù, eie forze de’ corpi : Raymun -dum ( dice ) liceat Lullium citare in ilio tractatu quem experimen-ta vocavit . Cernatis quanam perspicuìtate ibidem per nuda et si-ne ulla circuitìone , fuco , yel figmends experimenta animalium .fossilìum , et crescentium de terra naturas , et acdones exponat.Dehinc vero candide dicads , ubinam physica sic tractata inveneri-tis ? Per illas , inquit , demonstradones quas corpora per artem no-stram resoluta oculis, anìmisque ingerunt , assensum exprimimusomni argumentorum vi infinite ejficacius ; per illas facimus quaedicimus , quae docemus praestamus. Idque ita effecit. Gilberto,uno de’ più celebri medici di que’ tempi, nel suo Compendiodi medicina, Giovanni di Gaddesden, autore della celebrataRosa anglicana, e tutti gli altri scrittori di medicina per mol-ti anni altro non fecero che trasferire ne’ libri loro, e piùpalese rendere a’ medici europei la dottrina, che degli scritti

(a) El. eh. tom. I.