Incertezzadell’influen-za degli ara-bi in altristudj euro-pei .
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pertun 2 et exploratutn habuerìnt interpres patefecit $ ita ut tecen-tìoribus non tam inventionis gloria 3 quarti olim inventa a majori-bus aut dissimulandi , aut corrumpendi dedecus inuratur. Da quan-to abbiamo detto finora credo potersi ragionevolmente asseri-re, che i primi lumi della chimica, della medicina, dell’otti-ca, delFastronomia, e di tutte le scienze naturali, che latenebrosa Europa hanno rischiarata, tutti sono derivati dall’arabica letteratura. Noi possiamo or pregiarci di avanzaredi molto in letterarie ricchezze i più valenti letterati, ch’esi-stessero fra gli arabi; ma sarà sempre vero, che i primi fon-di, su’ quali sono cresciuti i nostri tesori, gli abbiamo ricevutiin dono da que’ primi benefattori; e grata riconoscenza, nonfastidioso disprezzo dobbiamo professare a’ nostri maestri.
Potrei portare molto più oltre l’influenza degli arabici stu-^dj su gli europei, e quanto l’abbiamo veduta operare nellescienze naturali, altrettanto farla regnare nelle teologiche enelle legali. So che non poco uso fece de’ libri arabici il granmaestro della teologia san Tommaso: so che il decreto prede-terminante 3 la rivivisterica de’ meriti per la penitela 3 Vincompo-nibilità della grafia col peccato 3 e gran parte delle quistioni,che menarono romore nelle scuole cristiane, erano state mol-to prima agitate nelle arabiche: so che Al Saphei, capo del-la terza setta -ortodossa de’ sonniti, ridotta aveva ^ià a, siste-ma la canonica giurisprudenza de’ musulmani due secoli pri-ma che le scuole cristiane avessero un corpo di quel diritto.E tutto questo potrebbe somministrare argomento d’asserire,che la letteratura ecclesiastica non senza qualche suo scornoha voluto attingere anch’essa a’ fonti de’ maomettani. Cosìpure al vedere nella Spagna gli stati d’Aragona fin dalla me-tà del secolo nono, secondo l’opinione di molti, occuparsi inun Interregno a stabilire nuove leggi, divenute poscia famose
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