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scritti nella medesima carta, ed incominciati nel 1237, se-guitati poi dagli altri re successori: dov’è da osservare, chequella dotta accademia sapeva ben distinguere la carta lineadalla bombacina. Don Gregorio Maians per ben due voltein replicate lettere pretende che il dizionario latino, che con-servasi nel monistero di Silos, e di cui parla il Berganza neltomo II delle Antichità di Spagna , sia composto di pergame-na, e di carta non di bambagio, come vuole il Meerman,ma sibbene di lino, quale è certamente la carta della mede-sima sorta d’un altro libro scritto nel 1367, della qual cartanon solo ei fece diligente confronto, ma ne mandò altresìalcuni pezzi allo stesso Meerman. Io non so qual peso di ra-gioni adduca il Maians per sostenere il suo intento: ma sequesto viene provato abbastanza, ci presenta in vero un mo-numento di alcuni secoli più antico di quanti ne possono pro-durre le altre nazioni (*). Imperciocché essendo scritto ildetto dizionario in carattere gotico, abolito in Ispagna nel1091, siccome consta da Boderico toletano, da Luca diTuy, da Mariana, e da quasi tutti gli scrittori di storiaspagnuola, d’uopo era chq fin dopo la metà del secolo un-decimo almeno fosse già Introdotto in Ispagna l’uso di talecarta. Ma per non porre mano in equivoci monumenti ac-cordiamo al Meerman essere di bambagio quella carta, e ba-sti al monistero di Silos il vanto di possedere uno de più an-tichi dizionarj latini, ed un monumento di carta bambagina,forse superiore, almen certo uguale nell’antichità a’ celebrati
(*) La ragione del Maians da me poi Ietta è l’essere detta carta grossa eben battuta. Non so quanta forza avrà in sè questa ragione ; ma dico bensì,che dovrebbe averla grande presso il Meerman e il Murray, i quali spesso ad-ducono per segno di essere di lino qualche .carta l’essere corpuleniam, et bene
tontusam.