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rìalensi bibliotheca extant monumenta tum chartacea , tum bom—bycìna quae ante tertiumdecimum Christi saeculum sunt exarata.Ed ecco, che mentre la Germania, l’Inghilterra, e l’Italia van-no cercando l’antichità della loro carta nel secolo decimoquar-to già inoltrato, mentre la Francia non può vantare che unmonumento della fine del decimoterzo contrastato da molti,che or più non si sa dove esista, la Spagna negli archivj enelle biblioteche private e pubbliche moltissimi ne conservadel secolo decimoterzo, e non pochi altresì del duodecimo.Or entriamo un poco ad esaminare con probabili congetture,in difetto di certi argomenti, come, e quando siasi introdottonella Spagna l’uso e la fabbrica di tale carta.
Il geografo nubiese, il quale fiorì nella metà del secoloduodecimo, nel libro Relax, animi curiosi climatis iv {a)gran lodi rende alla città di Sativa , or San-Filippo, nel re-gno di Valenza, e distintamente ne commenda la fabbricadella carta : Sateba autem urbs est venusta , habetque oppidatam pulchra et munita , ut proverbio circumferantur . In ipsapraeterea conficitur papyrus praestantissima et incomparabilis . Al-quanto posteriormente Serageddin Omar Ben Aluardi nel suolibro geografico Delle cose maravigliose e pellegrine narra i pre-gi più celebri, che singolarmente allor distinguevano alcunecittà, e loda Sativa per la fabbrica della carta (b)\ elegan-tìssimae chartae confectura. Che questa fin da que’ tempi fossegià introdotta in Valenza lo prova il dotto Maians daglistatuti, ovver fueros (c) , e dal privilegio xlvI del re Giaco-mo il Conquistatore , accordato nel 12ji, e dal xvil altresì delre Pietro II, fermato nel 1338, essendo in questo particolar-
(a) Par. I, p. 160. (b) Ap. Gas. Bill. ar. toni. 1 1 , p. I.
(c) 18 e ai rubr. 34 de Leuda et hostelage etc. lib. ix.
Fabbricacarta nel-Spagna.