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La celebrità del sapere d’Alfonso faceva spargere per Pai- Continua-
° ^ zione.
tre provincie la fama delle sue letterarie imprese 3 e la vici-nanza, e il commercio, che colla Spagna aveva la Francia,fece ben tosto trasportare a questo regno una merce tantopreziosa. Infatti nel tempo di san Luigi, prima del 1270 , scris-se già in detta carta il Joinville una lettera al santo monar-ca, e poi il conte di Borgogna Ottone IV scrisse nella me-desima nel 1302 il documento citato dal Bulletto. Dalla Fran-cia si comunicò alla Germania, dove istromenti si trovanodel 1322 e del 13125 e dalla Francia, ovver dalla Spagnasi tramandò pure nelPInghilterra, le cui memorie in tale ma-teria ascendono al 1342, o, come dice il Prideaux, al 1320;l’Italia che pel commercio di Levante abbondava di cartabambagina, condotta, come dice il Trombelli (a), ne’ portidel regno di Napoli e di Venezia, non si prese tanta premu-ra d’abbracciare la nostra . E però la prima fabbrica di que-sta, che si vide in Italia, s’introdusse in Padova e in Tre-vigi verso la metà del secolo deeimoquarto , come coll’auto-rità dell’antica storia di Padova de Cortusii provano il Tira-boschi, e il signor canonico conte Rambaldo degli AzzoniAvogari, i quali però troppo si lascian condurre dall’amorpatriotico, quando pretendono, che questa sia la fabbrica piùantica di carta nostrale conosciuta in Europa 5 mentre daquanto finora abbiam detto sembra potersi all’incontro con-chiudere, ch’essa in realtà sia stata la più moderna (* *) . I n-
vare , che la carta celti era di Ceuta, o dell’Africa . Ciò m’induce a pensare, chesotto il nome di carta celti potesse intendersi la bombicina, e sotto quello ditoletana la linea.
(a) Pag. 46 .
(*) Ho letto posteriormente l’ultimo tomo della Storia letteraria del Tira-boschi , dove ( pag. 49 ) si citano epoche molto anteriori, ma poco sicure, dicarta di lino in Italia. Non so perchè voglia quel saggio scrittore far tanto